«Prima gli autori di oggi poi leggeranno Dante»
Giuseppe Caliceti cura da 18 anni il progetto per le scuole
REGGIO EDMILIA. Baobab è il progetto di promozione della lettura e della scrittura del comune di Reggio Emilia, giunto alla 18esima edizione, che ogni anno coinvolge migliaia di studenti di ogni ordine e grado di scuola della città e della provincia, dalla scuola dell'infanzia all'università. Curato da Giuseppe Caliceti, insegnante e scrittore, è realizzato da biblioteche, cinema Rosebud e Officina educativa. Sono attualmente in corso le prenotazioni per gli incontri di/bao'bab/invito alla lettura che si terranno tra il febbraio e l'aprile 2017.
Caliceti, a cosa si deve la fortuna di Baobab?
«Innanzitutto ad un rapporto forte tra scuola e biblioteca. Oltre al Rosebud, molti appuntamenti si svolgono nella biblioteca Panizzi e nelle decentrate. Questo per avvicinarsi alle scuole e agli studenti».
Qual è la formula vincente?
«Il lavoro di docenti e studenti, insieme a quello dei bibliotecari, per preparare gli incontri con gli scrittori. Non solo i ragazzi leggono libri, ma ne producono. Questi “libri” entrano a far parte della biblioteca, catalogati, messi al prestito. Così è nata la Biblioteca dei giovani cittadini. Così cambia anche la biblioteca. Da luogo di smercio di libri, si fa centro culturale polivalente. Dove non solo si consuma cultura, ma la si produce. Accogliendo attività sociali e culturali degli utenti, in particolare delle scuole».
Oltre alla lettura, Baobab si interessa alla scrittura creativa...
«Lettura e scrittura sono facce della stessa medaglia. Non è possibile promuoverne una mortificando l'altra. Ce lo ha detto Gianni Rodari nel 1976 proprio a Reggio Emilia. Qui nacque “La grammatica della fantasia”. Rodari disse anche: “Oltre a raccontare storie ai più giovani, fatevele raccontare”. Ma ancora oggi lo studente è soprattutto ascoltatore di adulti. Anche a scuola. Pensateci: tutto quello che si fa leggere ai giovani, è scritto da adulti. Di solito già morti».
Baobab cosa propone?
«Leggere Dante è importante, ma prima è decisivo leggere ciò che scrivono i coetanei. E gli scrittori di oggi. Altrimenti, per gli studenti, parlando di libri si rischia di parlare di necrofilia».
A che serve a un giovane, oggi, leggere un libro di poesia o di narrativa?
«A tante cose. Soprattutto a confrontarsi, anche criticamente, con stili di vita e visioni del mondo diversi dal proprio e da quelli più diffusi, che non sempre sono i migliori. Solo così si cresce».
Come è cambiato Baobab negli anni?
«Tra le novità più importanti c'è il fecondo rapporto che si è instaurato con l'Università. Tanti studenti di Scienze della formazione primaria, nel loro tirocinio, offrono alle nostre scuole oltre cento laboratori di didattica della lettura, che avvengono nelle biblioteche. Al momento questo è un unicum in Italia.
E' cresciuto Baobab e con “lui” gli studenti: qual è il loro approccio?
«Una volta c'erano i giornalini scolastici, oggi abbiamo un blog. I ragazzi sanno che le storie possono essere scritte, ma anche disegnate o raccontate con i video. Ogni storia nel blog può essere commentata da coetanei, docenti, genitori, cittadini. Non è vero che la tecnologia mortifica lettura e scrittura. Anzi, pare proprio il contrario».
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