Nicola Tirelli racconta la Reggio del passato
Il 28enne è autore del libro su Natale e Marianna Prampolini: “Due importantissime figure del Novecento che non hanno mai dimenticato la loro città”
REGGIO EMILIA. «È da dieci anni che studio la figura di Natale Prampolini, compiendo ricerche anche fuori dal territorio reggiano».
Niente di strano, se non fosse che Nicola Tirelli Prampolini, autore della ricerca storica sfociata nel libro “Noi siamo di un mondo passato...”, ha 28 anni. La passione per la storia è nata praticamente insieme a lui, e da semplice curiosità è diventata vita quotidiana. «La ricerca è così – spiega – se le dai un dito ti prende il braccio. Per fare ricerca storica serve un lavoro pedissequo e a tappeto: significa leggere tutti i giornali dell’epoca, andare al catasto, negli archivi notarili… Solo dopo aver raccolto più materiale possibile si riesce ad avere un quadro generale e si possono iniziare discorsi più precisi».
Natale Prampolini e Marianna Tirelli, protagonisti del libro, portano il suo cognome. È anche per questo che ha deciso di fare ricerca su di loro?
«Sono i miei pro-prozii, ma non li ho scelti per motivi di parentela. Diciamo che quando una decina di anni fa, appena finito il liceo, ho iniziato a studiare la figura di Natale Prampolini, ero mosso dalla voglia di sapere qualcosa di più su questo importante membro della mia famiglia. Ma poi è stato quello che ho scoperto durante questi anni a spingermi a continuare».
Cioè?
«Natale Prampolini, nato nel 1876 e morto nel 1959, è l’autore delle bonifiche italiane: ha bonificato Reggio, Ferrara, l’Agro Pontino, la Calabria. E ha lavorato persino in Albania e Argentina. Sua moglie Marianna Tirelli, nata nel 1891 e morta nel 1970, era invece un’esperta di arte e una grande collezionista. È stata la direttrice della pinacoteca di Reggio, ovvero la Galleria Fontanesi, e nel 1942, in piena guerra, ha scritto una biografia di Maria Luigia, che l’ha fatta apprezzare in tutta Italia come storica. Ma ciò che più mi ha colpito è che entrambi, nonostante fossero personaggi di rilevanza nazionale, non hanno mai dimenticato Reggio, e anzi hanno continuato a promuoverla anche quando potevano non farlo».
E questo come lo sa?
«L’ho scoperto grazie alle lettere, scritte da Natale e Marianna, che ho trovato nella biblioteca Panizzi e nell’archivio di Stato di Reggio, ma anche nel Museo Glauco Lombardi di Parma, nella biblioteca classense di Ravenna, nel Museo della scienza e della tecnologia di Milano, nella Galleria d'arte moderna di Roma».
E nell’archivio di famiglia no?
«No perché l’archivio di famiglia è andato completamente distrutto durante la guerra. Per questo dicevo che è come se avessi fatto una ricerca su degli sconosciuti. Lo erano. E come per me, purtroppo, anche per Reggio».
Con il suo libro è riuscito a riportarli alla mente dei reggiani?
«Direi di sì. Quando abbiamo presentato il volume nella sede del Consorzio della Bonifica la sala era piena. Lo stesso successo lo abbiamo ottenuto nelle presentazioni che abbiamo fatto in giro per l’Italia».
Abbiamo chi?
«Io e Daniela De Angelis, mia coautrice ed esperta di arte contemporanea. Il nostro incontro è stato molto fruttuoso: lei aveva appena terminato di scrivere la voce di Natale Prampolini nel dizionario biografico della Treccani e io avevo dieci anni di ricerca alle spalle. Abbiamo condiviso le informazioni e, grazie a una straordinaria sintonia, in poco tempo abbiamo scritto il libro “Noi siamo di un mondo passato”».
Altri progetti in cantiere?
«Con questa pubblicazione non abbiamo esaurito tutto il materiale su Natale Prampolini e Marianna Tirelli, quindi sicuramente torneremo al lavoro per approfondire altri argomenti su di loro. Per esempio mi piacerebbe parlare di Arrigo Minerbi, artista e grande amico dei due. Ma quando si fa ricerca non si può mai dire dove si andrà a finire. Basti pensare che io avevo deciso di scrivere una biografia e poi mi sono ritrovato tra le mani un libro di lettere…».
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