Gazzetta di Reggio

“Dialoghi sospesi” tra pittura e scultura

di Cristina Fabbri
“Dialoghi sospesi” tra pittura e scultura

Reggiolo: la mostra di Mario Pavesi sarà inaugurata il 24 dicembre alle 23, un viaggio nei corpi dipinti e scolpiti dall’artista, con l’invito a osare

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REGGIOLO. Aprirà il giorno della Vigilia, poco prima della mezzanotte, la mostra personale di Mario Pavesi allestita nella splendida Villa De Moll, a Brugneto di Reggiolo (in via Guastalla 144). Una scelta insolita, un modo originale per brindare insieme al Natale in compagnia dello stesso artista che vive e lavora a Novellara.

Dopo la mostra a Mantova alla “Casa del Mantegna” e i successi europei a Stoccarda e Bruxelles, Mario Pavesi ha presentato in Kazakistan un’esposizione itinerante che ha toccato le città Aksai, Utask e Astana, ed è stato invitato a Expo Astana 2017 per realizzare una scultura monumentale da installare all’interno dell’esposizione prevista nella capitale del Kazakistan. E dal 24 dicembre fino al 26 marzo vi aspetta con “Dialoghi sospesi” nelle suggestive stanze della villa cinquecentesca De Moll con alcune delle più espressive opere in bronzo realizzate negli ultimi anni: una cinquantina di lavori suddivisi per aree tematiche. Eros, corpi femminili, maternità, corpi maschili, animali, oltre a una selezione di dipinti tratti dalla serie “Luoghi Comuni” e “Las Mariposas”.

Un incontro fra scultura e pittura, due poli che caratterizzano la ricerca dell’artista impegnato da sempre nel comunicare emozioni con la sua arte, e far riflettere. Nei dipinti Pavesi guarda a Mondrian, Kandinskij e, tramite il gesto, l’astrazione e il colore che è vibrazione spirituale e induce particolari reazioni nell’osservatore, si interroga sul concetto di libertà personificato dalle farfalle: belle, fragili e delicate come la libertà.

Nelle sculture, invece, l’energia pulsante della materia viene domata da Pavesi e trasformata in corpi, forme, volumi carichi di umanità e poesia che sembrano prendere vita. Come nei quadri, il colore è protagonista anche delle sculture in bronzo. I corpi femminili di Pavesi ad esempio emanano dolcezza, sensualità; la magia della maternità è rappresentata dalle rotondità e morbidezze della forma; gli animali e la loro forza sono metafora dell’esistenza. Il coraggio di Icaro è visibile nella tensione dei muscoli delle braccia e dell’addome: «Icaro è un’opera per i giovani, è un invito a osare, a provarci», commenta lo scultore, mentre in Equilibrio, grande figura maschile raccolta in una postura di equilibrio precario, «ho cercato di mettere in evidenza le difficoltà delle nuove generazioni». Le opere di Pavesi sono profondamente attuali, portatrici di un messaggio ben preciso e cariche di speranza. È in corso di lavorazione un’opera monumentale, un enorme toro dal titolo Possanza di quattro metri e mezzo che l’artista presenterà a mostra iniziata.

L’esposizione è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19; ingresso libero. Info: www.mariopavesi.it

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