Roberto Vecchioni al Valli tra ricordi e sogni
Il cantautore e il suo amore per Reggio Emilia: «Suonavo sempre alla Festa dell’Unità, poi mangiavo i cappelletti»
REGGIO EMILIA. È uno dei padri storici della canzone d’autore italiana, e il 24 gennaio aprirà la rassegna “Leggera 2017” organizzata da Arci al teatro Valli.
Roberto Vecchioni ha alle spalle quarantacinque anni di successi, eppure non smette di fare sognare intere generazioni.
Qual è il ricordo più bello della sua carriera musicale?
«Ho sempre considerato la canzone una forma di comunicazione importante, un modo speciale per raccontare la vita, un’espressione culturale. Perciò il ricordo più bello è sicuramente quando mi hanno consegnato il premio Tenco».
Ha scritto tantissime canzoni e, da poco, è uscito “Canzoni per i figli”, il suo nuovo album contenuto in un cofanetto in abbinamento al libro “La vita che si ama. Storie di felicità” (edito da Einaudi). Ma quali sono le canzoni del cuore di Vecchioni?
«Sono proprio quelle contenute in questo disco e che ho dedicato ai miei figli. Raccontano la vita vera. Ad esempio “Figlia” e “Le Rose Blu”, che qui sono riarrangiate, risuonate, ricantate».
“Sogna ragazzo sogna” è uno dei suoi brani più celebri. In questo periodo si parla tanto di giovani dal futuro incerto. Lei, come padre e professore, cosa può dire ai ragazzi di oggi?
«Una premessa è d’obbligo. Credo infatti che ogni generazione, a suo modo, abbia vissuto in ogni epoca un momento particolare. E il messaggio che credo debba passare sempre è questo: non bisogna mai perdere la speranza».
“La vita che si ama” raccoglie storie di felicità di vita privata. Secondo lei, esiste una ricetta per essere felici?
«Calma, la felicità è una cosa seria. Attraversa tutta la vita. Vivere è felicità, con tutti i suoi alti e bassi e i dolori che comporta. Si è felici nell’attraversamento del vento e della tempesta».
Il Natale è alle porte, che augurio vuole fare agli italiani?
«Mi auguro che i vecchi si accorgano dei giovani e che, in certi casi, capiscano che è giusto farsi da parte».
Con lei la canzone è poesia ed è uno dei big della musica italiana. Cosa ne pensa dei talent show?
«Preferirei non parlarne, ma se proprio devo dire la mia… penso che tra otto-dieci anni spariranno».
Veniamo al suo tour musicale, che prende il titolo dal suo ultimo libro e farà tappa al Valli il 24 gennaio. A Reggio è stato varie volte, cosa ricorda con maggior piacere della nostra città?
«Beh ricordo con un po’ di nostalgia quando suonavo alle feste dell’Unità. Ero sempre con la chitarra in mano, alloggiavo ogni volta al solito albergo e tutte le sere mi aspettava un piatto di cappelletti fumanti. Torno sempre volentieri».
Il pubblico che verrà ad ascoltarla al Valli cosa si deve aspettare?
«Farò un po’ una carrellata: proporrò i brani contenuti nell’ultimo disco e quelli più famosi. Sarà una bella serata musicale in cui parlare di figli, di amore e di felicità».
Avrei tante altre domande da fargli ma il tempo stringe. Così lo saluto e contraccambia: «Ciao, ti aspetto a teatro. Buona giornata e tanti auguri a te e ai lettori della Gazzetta».
Non ci resta che aspettarlo a gennaio, quando inaugurerà la rassegna “Leggera 2017” curata dall’Arci e dedicata alla canzone d’autore. Le prevendite dei biglietti sono già attive su TicketOne, nei relativi punti vendita, e alla biglietteria del Valli (info: 0522-458811).
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