Gazzetta di Reggio

MONTECCHIO

A Casa Cavezzi e nel castello gli scatti del Fotofestival 2016

A Casa Cavezzi e nel castello gli scatti del Fotofestival 2016

MONTECCHIO. Quattro mostre allestite nella sale del castello medievale e negli spazi di Casa Cavezzi. E’ quanto propone fino al prossimo 13 gennaio la XXIV edizione di Fotofestival, la rassegna...

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MONTECCHIO. Quattro mostre allestite nella sale del castello medievale e negli spazi di Casa Cavezzi. E’ quanto propone fino al prossimo 13 gennaio la XXIV edizione di Fotofestival, la rassegna promossa e organizzata dal Cinefotoclub Montecchio, col patrocinio del Comune, che quest’anno festeggia il quarantesimo della sua fondazione.

“Il terzo aspetto" di Marco Agoletti è la mostra principale della manifestazione,visitabile a Casa Cavezzi. È una mostra profondamente intima, metafisica, dove l’autore utilizza frammenti di fotografie come parole, per comporre immagini che diventano racconti da leggere, da interpretare. Ogni immagine nasconde un personale pensiero dell’autore e il significato resta sospeso in un limbo tra il manifestarsi apertamente e l’occultarsi dietro metafore di difficile risoluzione. "Il terzo aspetto è il momento in cui si è pronti, in cui si avverte la disposizione giusta per osservare la vita. L’inquadratura perfetta, ma non per le regole scritte sui manuali, perfetta per l’animo di chi si accinge a rubare quell’attimo impresso in un istante".

Tre invece le esposizioni nel castello: “Dove il silenzio è sospeso” di Valter Ferrari è allestita nelle sale al piano terra, è una raccolta di scatti in un bianco e nero forte, inciso, duro come l’arso calcare sul quale sono avvinghiate, quasi a fatica, le semplici costruzioni di Matera, patrimonio Unesco dal 1993. Attraverso il suo occhio, con uno stile fotografico classico e puro, l’autore ci mostra le tradizioni passate, le condizioni di vita degli abitanti, gli antichi Sassi e ciò che oggi rimane di questa suggestiva e pittoresca città della Lucania. “The Wall Berlin” di Attilio Pavin, collocata nella Sala della Rocca, è un'opera realizzata dall'autore vicentino utilizzando fotografie scattate all'indomani della caduta del Muro di Berlino. Su quel muro che ormai non divideva più nessuno, furono disegnate e scritte tante aspirazioni alla libertà che lo trasformarono in un'immensa tela, tesa ad accogliere la creatività della gente. In questo momento storico in cui si torna ad innalzare muri fra le nazioni, le fedi religiose e la convivenza sociale, il Cinefotoclub ritiene sia importante ricordare questo momento della nostra vita collettiva, così carico di speranza per un futuro non più contrassegnato dalla contrapposizione e la paura per il possibile nemico.

Infine la mostra collettiva “Incontri” raccoglie i progetti fotografici realizzati dagli allievi del corso avanzato organizzato dal Cinefotoclub, sotto la direzione di Laura Sassi.

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