Gazzetta di Reggio

Colorato e “forte” è lo Schiaccianoci firmato Amodio

di Giulia Bassi
Colorato e “forte” è lo Schiaccianoci firmato Amodio

Al Valli il balletto su musiche di Cajkovskj scene e costumi nel ricordo di Luzzati

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REGGIO EMILIA. Oltre ad essere il balletto natalizio per eccellenza, Lo Schiaccianoci, sulle immortali musiche di Cajkovskj, è un grande classico, con le caratteristiche di una fiaba dedicata all'infanzia che tuttavia racchiude temi più forti, come quello delle difficoltà dell'infanzia e della durezza del passaggio alla vita adulta.

Il balletto va in scena questa sera alle ore 20.30 al Valli nella versione con le coreografie di Amedeo Amodio che aveva debuttato nel 1989 e considerata tra le più riuscite in assoluto.

Ad impreziosirlo, le proiezioni di silhouettes animate, nello sfavillante impianto scenico di Emanuele Luzzati, uno spettacolo dove, commenta lo stesso Amodio «i confini tra il mondo dell'immaginario e la realtà di tutti i giorni sono così attenuati che, a volte, non sappiamo quale sia più vero e concreto». La scelta di questa versione è legata al grandissimo scenografo e illustratore, maestro in ogni campo dell'arte applicata, scomparso 10 anni fa Nato a Genova nel 1921, Luzzati ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale. Riconoscibilissimi i suoi disegni (si ricorda un meraviglioso “Flauto magico” con la regia di Daniele Abbado), è stato interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, costumi, allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati.

A proposito di anniversari quest'anno è anche il 200esimo della pubblicazione della novella di Hoffmann a cui si ispira il balletto e che al Valli avrà come interpreti la prima ballerina Anbeta Toromani, affiancata dal primo ballerino Vito Mazzeo (Balletto Nazionale Olandese) e il corpo di ballo ed i solisti della Daniele Cipriani Entertainment. In scena 40 artisti (37 ballerini, 2 artisti del teatro d'ombre e un trampoliere). Se la maggior parte degli”"Schiaccianoci” - a partire dall'originale del coreografo Marius Petipa - si rifanno all'adattamento e addolcimento del racconto da parte dello scrittore Alexandre Dumas, il balletto di Amodio ci restituisce le ombre e le tinte forti di Hoffmann. In questo Schiaccianoci, creato per Elisabetta Terabust e Vladimir Derevianko da Amodio, all'epoca direttore di Aterballetto, lo Schiaccianoci del titolo non è il prodotto di un sortilegio, bensì della fantasia di una bambina la quale gioca e parla coi suoi giocattoli, facendoli vivere nel mondo magico dell'immaginazione, che è quello della “sua” realtà: uno schiaccianoci può benissimo essere un principe, un'ombra sulla parete può diventare un drago in quel mondo dove desiderio e paura, sogno e incubo si sovrappongono in continuazione. Una rivisitazione in chiave psicologica acuita dalle “ombre” ideate dal Teatro Gioco Vita e realizzate dalla Compagnia teatrale montecchiese L'Asina sull'Isola: una realtà nata nasce nel 1996, dall'incontro tra due artisti - Katarina Janoskova e Paolo Valli - accomunati da esperienze maturate a livello europeo, nel campo del teatro di figura e parola.

Da sottolineare infine in questa versione di Amodio/Luzzati, gli inserimenti musicali di Giuseppe Calì e la voce di Gabriella Bartolomei.

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