La denuncia di “Tritacarne” sbarca al Rosebud
Giulia Innocenzi venerdì sera (ore 21) presenterà il suo libro dedicato agli allevamenti intensivi
REGGIO EMILIA. Venerdì sera (ore 21) al cinema Rosebud (ingresso gratuito) Giulia Innocenzi presenta “Tritacarne”, il suo ultimo libro dedicato agli allevamenti intensivi.
Cosa accade negli allevamenti e nei macelli del nostro Paese? È veramente sicuro ciò che mangiamo? In un'inchiesta senza precedenti sull'industria italiana della carne e dei formaggi dell'eccellenza “made in Italy” Giulia Innocenzi affianca animalisti, veterinari e allevatori per svelare un mondo oscuro in cui gli animali sopravvivono a malapena in spazi microscopici, sporchi, senz'aria; costretti a vere e proprie torture, malati e imbottiti di antibiotici che finiscono sulle nostre tavole.
“Tritacarne”, il libro denuncia sugli allevamenti intensivi edito da Rizzoli è arrivato già alla quarta ristampa dopo neanche due mesi dall'uscita. Presto Giulia Innocenzi, giornalista collaboratrice di Anno Zero, presenterà sulla Rai un nuovo programma intitolato “Animali come noi” che si occuperà di «blitz notturni negli allevamenti - spiega Innocenzi - con infiltrati che hanno filmato di nascosto come vengono prodotti la carne e il formaggio delle eccellenze italiane, e un viaggio nel mondo degli animalisti e degli allevatori proprio ora che è caldissimo il dibattito fra vegetariani e carnivori». Innocenzi, appassionata animalista, ammette: «Chi mi conosce sa che la battaglia per accendere le luci sulla vita degli animali negli allevamenti è una delle cose che mi sta più a cuore».
Dopo la presentazione di “Tritacarne” sarà proiettato “Cowspiracy” di L. Andersen-K- Kuhn (Usa 2014): si tratta di un fortunato gioco di parole tra cow (mucca) e conspiracy (cospirazione), che in italiano si potrebbe tradurre con qualcosa tipo “La congiura delle vacche”.
E' il titolo di un documentario che, qualche mese fa, Leonardo Di Caprio (da sempre impegnato nella tutela dell'ambiente) ha deciso di "adottare" diventandone il produttore esecutivo con l'obiettivo di aiutarne la diffusione. Duplice l’obiettivo di questo progetto: da un lato mettere a nudo “l'industria più distruttiva del pianeta”, dall'altro indagare sul perché le principali organizzazioni ambientaliste del mondo abbiano un certo "timore" nel parlare di questo argomento.
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