Murubutu, il professore che fa sold out con il rap
Alessio Mariani, in arte Murubutu, insegnante di storia e filosofia al liceo “Matilde di Canossa”, ha riempito il circolo Kessel. Il rapper ha presentato il nuovo “L’uomo che viaggiava nel vento”
REGGIO EMILIA Un ritorno a casa con tanti vecchi amici per Alessio Mariani, in arte Murubutu, che ha fatto il tutto esaurito alcune sere fa al circolo Kessel (ex Calamita). A 19 anni dall'ultima volta sul palco cavriaghese, il rapper reggiano si è esibito ai compagni di sempre de La Kattiveria crew per presentare il suo ultimo disco, “L’uomo che viaggiava nel vento”, nell’unica tappa reggiana fissata sino ad ora. Murubutu, insegnante di storia e filosofia al liceo “Matilde di Canossa”, non ha mai abbandonato la grande passione per l’hip-hop, nata ad inizio anni ’90. Assieme a La Kattiveria e da solista ha realizzato una serie di lavori di «rap narrativo» in cui unisce le scansioni, i ritmi e il linguaggio dell’hip-hop con i suoi amori letterari, culturali e letterari.
Com’è stato tornare ad esiborso “in casa”?
«E’ sempre speciale per me suonare in zona, perché a Reggio ho fatto tanti spettacoli in quasi 25 anni di carriera e quindi adesso cerco di non esibirmi troppo spesso a casa».
Quando accade cosa prova?
«Ovviamente fa piacere rivedere tante facce note, tanti amici, tante persone che mi apprezzano».
Il disco è stato accolto benissimo. Contento lo è di sicuro. Ma se lo aspettava?
«Sono soddisfatto perché questo album l’ho realizzato in fretta, di corsa, ritagliando gli spazi fra l’insegnamento e la famiglia. Sono contento perché credo continui bene nel mio filone di “rap narrativo”».
Perché il vento?
«Il disco precedente era dedicato al mare, questa volta volevo mantenere un macro-tema ma più ristretto. E il vento, raccontando storie, offre tante possibilità».
Un’accoglienza simile fa venire voglia di ributtarsi nell’hip-hop a tempo pieno?
«No, io sono molto contento così. Fare musica per me è una grandissima passione, che si concilia con l’insegnamento e con la mia famiglia, con i miei due figli. Sto bene così».
Progetti a breve termine?
«Sto ragionando su un progetto letterario, oltre che sui live. E c’è già qualche idea, ma non c’è fretta».
Inevitabile parlare del Mariani/Murubutu prof. Come si pone con gli studenti?
«Loro ovviamente sanno che ho anche questo percorso come cantante, alcuni magari mi seguono pure o conoscono le mie canzoni. Sanno delle mie passioni, qualcuno si può incuriosire e andare a conoscere meglio alcune delle storie di cui parlo nei brani». (adr.ar.)
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