«Quanta emozione ma per il mio Smeton ho dato il massimo»
Superba prova del mezzosoprano Martina Belli alla prima di “Anna Bolena” in scena al Regio di Parma
REGGIO EMILIA. Promossa a pieni voti dal terribile loggione del Regio di Parma… Non è poco! E Martina Belli che interpreta un personaggio “en travesti” di Smeton, in Anna Bolena di Donizetti esulta. Dopo la prima in un cast che comprendeva anche Sonia Ganassi, sarà impegnata anche martedì, venerdì e domenica prossimi. «Sono contenta, anche perché è un palcoscenico molto impegnativo; il Regio di Parma è, senza retorica, il tempio della lirica ma io lo sento come casa mia. L'altra sera è successo come se fossi a Reggio avendo la possibilità di avere i propri cari e gli amici finalmente presenti. Anche per questo ho avvertito una doppia emozione: per il palcoscenico difficile ma anche perché cantare davanti a persone che conosci, si percepisce un maggior senso di responsabilità. Ho dato il massimo e in cambio ho ricevuto una bella risposta. Anche nei camerini sono venuti tutti».
Un ruolo, quello del paggio Smeton, che le porta fortuna.
«Mi sta “segnando la strada”. L'ho interpretato anni fa a Rieti scon la direzione di Fabio Biondi e dopo sono stata chiamata per il Maggio Musicale e al San Carlo di Napoli. Intorno a me si è formato un solido team con l'agente e il maestro Franco Cordeiro Opa a Bologna. Smeton, inoltre, segnerà il mio debutto alla Scala, il mese prossimo».
E per quanto riguarda il suo repertorio del futuro?
«Ho scelto di approfondire il bel canto in particolare il Rossini “serio” caratterizzato da un canto che racchiude le agilità, ma che richiede anche un'espressione profonda e senso del dramma. A tal proposito, quest'anno debutterò nel ruolo di Arsace in Semiramide; il mio desiderio è cantare anche Tancredi di cui recentemente ho cantato “Di tanti palpiti” sempre al Regio di Parma».
Le piace anche dedicarsi alla musica antica?
«Molto, ogni anno un progetto di musica barocca con Fabio Biondi, con il quale sarò alla Wiener Concerthaus per il Silla di Haendel».
Ma qual è il personaggio che sogna di interpretare ?
«Senza dubbio Carmen. Il maestro Pappano con cui al Covent Garden ho cantato Cavalleria Rusticana, sentendomi cantare alcune arie di quell'opera mi ha detto che è un personaggio che mi si addice. Del repertorio francese, mi piace la Carlotta dal Werthèr di Massenet».
Carmen è un ruolo in cui conta la capacità interpretativa ma anche la bellezza che a lei non manca.
«La bellezza aiuta, ma non è tutto e nei ruoli “en travesti”che sto affrontando non è importante».
In Anna Bolena ha cantato con Sonia Ganassi, come si è trovata?
«E' un'artista impeccabile, una persona splendida e sono molto felice di debuttare con lei alla Scala. Sarà bello, come lo è stato a Parma».
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