La storia di un... traghetto reggiano
S’intitola “La nave dell’Enza” la nuova pubblicazione di Pecchini
MONTECCHIO. Si intitola “La nave dell’Enza” l’ultima fatica letteraria di Luigi Pecchini, poeta pluripremiato e scrittore montecchiese che con questa pubblicazione ha voluto chiarire i tanti lati più o meno oscuri di questo battello. Il libro edito da Gianni Bizzocchi Editore (forse l’ultimo prima della chiusura della storica casa editrice reggiana che a fine 2016 ha cessato la sua attività) riassume in 74 pagine la storia del traghetto che veniva usata per attraversare il fiume quando i ponti ancora non esistevano. In particolare Pecchini descrive la lunga querelle _ durata quarant’anni _ tra la famiglia Torelli di Montechiarugolo ed il Comune di Parma che si risolse solo grazie agli interventi di Papi, Re, Duchi e Governatori ed all’opera meritoria dei Frati di Ponte Taro. In questa storia, ambientata nel 1500, si parla a più riprese di questo naviglio che serviva per attraversare il fiume Enza e per l’uso della quale si dovevano pagare dazi ai potenti di turno. Ancora non esisteva il ponte che collega Montecchio con Montechiarugolo _ ora Ponte del Tricolore _ che fu eretto solo nel 1897 e per questo c’erano i passaggi da sponda a sponda gestiti dai padroni terrieri o dal Comune di Parma. Le vicende del libro di Pecchini si snodanoin oltre quattro secoli di storia: la navigazione, che ebbe il proprio sviluppo in epoca medioevale, durò fino al 1923 e racconta anche aneddoti legati alla difficile vita di chi dove ogni giorno farsi traghettare per andare a lavorare. Stampato dalla Nuova Tipolito di Felina, il libro è in vendita a 8 euro nelle edicole di Montecchio. (a.z.)
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