Arte Fiera a Bologna, una passeggiata nell’arte
La direttrice Angela Vettese: «Un momento di piacere da condividere chiacchierando o fermandosi a guardare dei libri»
BOLOGNA. «Una passeggiata nell’arte moderna e contemporanea che ha un tono meno sacrale di quella in un museo. Un luogo dove si può non temere di fare domande. Un momento di piacere da condividere chiacchierando o fermandosi a guardare dei libri o ad ascoltare delle conferenze». Angela Vettese, nuova direttrice artistica di Arte Fiera, descrive con queste parole l’esperienza che attende il visitatore della storica manifestazione bolognese, giunta alla 41esima edizione e considerata la più importante in Italia nel suo genere.
La direttrice Vettese, docente, studiosa e critica d’arte, ha subito voluto imprimere alcuni cambiamenti alla kermesse, che si presenta rinnovata anche dal punto di vista grafico.
Passeggiare nei due padiglioni del quartiere fieristico, dove quest’anno sono ospitate 153 gallerie, è sempre un’esperienza inebriante, che stimola e stordisce allo stesso tempo, come conviene a un vera fiera. Nel giro di pochi metri, tra il vociare della folla, si incontrano autori, epoche e stili differenti, dalle opere di inizio Novecento fino alle nuove proposte.
Inevitabilmente questo erratico peregrinare provoca una certa stanchezza nel visitatore per l’intensità degli stimoli ai quali è sottoposto. Un aspetto ben presente alla direttrice, che infatti ha chiesto «che ogni gallerista allestisse una mostra coerente su cui, se lo si desidera, ci si può soffermare con piacere». Un’accortezza per evitare «l’effetto occhi stanchi».
Gli esperti sono divisi sull’effetto che la crisi economica ha avuto sul mercato dell’arte contemporanea, anche se di certo alcune bolle, che avevano riguardato taluni autori, sono scoppiate. «I sentimenti migliori però non mutano - dice la docente - e anzi salgono di valore nei momenti di crisi. Vale lo stesso per le opere. Quelle mediocri invece sono a rischio. Mai come oggi occorre leggere e vedere molto. L’amore a prima vista può andare bene, ma con un po’ di rodaggio è più sicuro».
Molte proposte in vendita ad Arte Fiera sono per un pubblico decisamente benestante e in certi casi per investitori o banche. Eppure c’è spazio anche per appassionati non proriamente ricchi. «Un vero appassionato trova occasioni ovunque. Soprattutto, occhio agli autori sottovalutati, più che ai giovani in senso anagrafico».
La direttrice sintetizza così le novità che attendono il visitatore: «Più libri, più fotografia, più mostre fuori dalla fiera». Per il quinto anno Bologna sarà infatti protagonista in questi giorni con mostre ed iniziative collaterali: un modo per coinvolgere tutta la città nell’importante evento che si svolge nel polo fieristico.
In questa 41esima edizione sono previste una sezione principale (123 gallerie) e una serie di “Solo Show “(18 gallerie).
Arte Fiera è completata da una piccola sezione di nuove proposte a cura di Simone Frangi, intitolata “Nueva Vista” (tre gallerie) e dedicata ad artisti meritevoli di una rilettura critica, non necessariamente giovani. “Nueva Vista” è pensata, infatti, per mettere a fuoco, all’interno di una fiera commerciale, il punto di equilibrio tra discorsività e vendibilità di ricerche artistiche emergenti.
Quest’anno viene presentata anche una sezione di “Fotografia” (nove gallerie), curata dalla direttrice Angela Vettese, in cui si è deciso di focalizzarsi sulla tecnica, per indagare qual è - se c’è - il confine che separa l’artista-fotografo da tutti coloro che possiedono uno smartphone e si sentono fotografi. E ancora, una nuova sezione dal titolo “Special Projects”, a cura di Chiara Vecchiarelli, che porta la performance in Fiera, al MAMbo e nei musei bolognesi, articolata in Time Specific Artist Lectures, che declinano il rapporto tra il contemporaneo e la storia dell'arte.
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