Gazzetta di Reggio

Giordano Gasparini racconta l’amore tra Reggio Emilia e il jazz

Giordano Gasparini racconta l’amore tra Reggio Emilia e il jazz

Nel volume aneddoti, curiosità e fotografie in bianco e nero Restano alcune lacune, l’autore: «Aiutatemi a colmarle»

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REGGIO EMILIA. S’intitola “Reggio Emilia Jazz 1925-1991. Dalla provincia al mondo” ed è l’ultimo libro di Giordano Gasparini (edito da Aliberti).

L’autore, attualmente direttore della biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, ripercorre l’appassionata storia d’amore tra la città del Tricolore e la musica jazz. Ricco di aneddoti e curiosità, il libro è frutto di un lungo lavoro di ricerca che copre quasi un secolo di storia.

Protagonisti di questo viaggio sono alcuni mostri sacri del jazz: Ella Fitzgerald, Chet Baker e Ornette Coleman per citarne alcuni; ma anche musicisti reggiani che hanno trovato il successo internazionale, come nel caso di Henghel Gualdi; e musicisti ormai dimenticati che hanno però contribuito alla creazione di una scena musicale intensa e partecipata.

«Nella primavera del 1990 – racconta Filippo Bianchi nell’introduzione del libro – affacciandovi all’ora di pranzo nella sala del ristorante Scudo d’Italia (all’epoca probabilmente il migliore in città), poteva capitarvi di vedere a un tavolo Carolyn Carlson intrattenersi amabilmente con la sua ex allieva Francesca Bertolli, a un altro John McLaughlin che ritrovava il vecchio sodale John Surman, a un altro ancora Ornette Coleman chiaccheirare col suo prossimo partner Joachim Kühn. Di certo vi sarebbe sembrato di essere a Parigi, poniamo al caffè di fianco al Théâtre du Châtelet, durante un festival. Invece eravate a Reggio Emilia, in un giorno qualsiasi». «D’altra parte – scrive Enrico Rava nella prefazione – tutti sanno che l’Emila è sempre stata terra di grandi musicisti. Quando ero ragazzino ci intrufolavamo nelle sale da ballo dove suonavano i grandi come Henghel Gualdi e Piergiorgio Farina, sapendo che a fine serata, a sala semivuota, ci avrebbero regalato qualche brano del nostro amatissimo jazz, che allora era roba da carbonari».

Tra le pagine di questo volume è raccontata non solo la realtà del jazz ma l’evoluzione culturale di un’intera città, le sue passioni e creatività, dalle prime orchestre degli anni Venti fino ad oggi. Impreziosito da esclusive fotografie d’archivio, il libro di Gasparini parla di Reggio ma si rivolge potenzialmente al mondo, per arrivare al cuore di chi legge, perché il jazz altro non è che cuore ed anima.

Nonostante l’immensa mole di informazioni e testimonianze raccolte nel volume, all’autore restano ancora degli interrogativi, ad esempio: «È vero che Fred Buscaglione era di casa a Reggio dove si è esibito in alcune occasioni verso la fine degli anni Cinquanta? O ancora, è mai nato un Jazz Club a Guastalla nel 1956?».

A questo scopo Gasparini invita chiunque abbia informazioni o testimonianze sulla storia del jazz a Reggio Emilia a contattare Aliberti Compagnia Editoriale scrivendo a info@cealiberti.it.

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