Gazzetta di Reggio

Tallis Scholars, magia al Municipale

Tallis Scholars, magia al Municipale

Il gruppo ha incantato il pubblico regalando un viaggio nella musica liturgica

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REGGIO EMILIA. C’è anche un meraviglioso Lotti che spunta tra gli autori rinascimentali e barocchi della nostra polifonia.

Ce lo hanno fatto scoprire, in un concerto superlativo al Valli, i Tallis Scholars, intonando un suo “Crucifixus” fatto d’un solo verso, ma impressionante nella scrittura, così dentro al significato delle parole che il passus est (morì) è uscito come un grido inconsolabile che ha avvolto magicamente tutto lo spazio.

Con questo concerto si è potuto ammirare un gruppo vocale che, nella perfezione del suo canto, ha dimostrato anche come far circolare la musica in un contenitore, il teatro, diverso da una chiesa dalla ampie volte e dotata di effetto stereofonico.

I Tallis, guidati da Peter Phillips, l’hanno ottenuto offrendo ai numerosi ascoltatori preziose musiche colme d’arditezze, drammi e umana disperazione: tutte caratteristiche racchiuse in “O vos omnes” di Gesualdo da Venosa, una sorta di Caravaggio della musica, così insolito, ardito e sconcertante nell’uso delle dissonanze. In programma anche brani celeberrimi come il “Miserere” di Gregorio Allegri i cui due cori sono collocati dal punto di vista spaziale distanziati e, nel caso dell’altra sera, a diversa altezza: il secondo coro cantava in alto da un palco centrale, facendo in modo che la voce del primo soprano, chiamato ad intonare una nota acutissima – un do sopra il pentagramma – si espandesse in modo uniforme e vaporoso. E l’angoscia che fuoriusciva da imploranti suppliche ha colpito a tal punto il nostro immaginario da azzerare quasi la distanza siderale che scorre tra noi e quei capolavori. In luce, tra gli altri aspetti, anche la bellezza delle musiche sacre di Monteverdi, che sono apparse molto vicine a quelle profane, nella sapienza e forza della scrittura formale, nella libera interpretazione del testo sacro.

Il Monteverdi dei Tallis si è rivelato in visioni potentissime, rendendo plastiche le antiche immagini dei testi sacri e giocando sull’espressività dei contrasti. Al termine il direttore Phillips è stato “preso d’assalto” dal pubblico, che gli ha fatto autografare il programma di sala e i cd in vendita, quasi subito esauriti. (g.b.)

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