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Jirì Kylian all’Ariosto in una serata tra danza e cinema

Jirì Kylian all’Ariosto in una serata tra danza e cinema

REGGIO EMILIA. All’edizione 2014 di “Reggio Film Festival” aveva avuto un’accoglienza speciale, come si riserva agli ospiti di riguardo. Alla rassegna il grande coreografo Jirì Kylian – che è anche...

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REGGIO EMILIA. All’edizione 2014 di “Reggio Film Festival” aveva avuto un’accoglienza speciale, come si riserva agli ospiti di riguardo. Alla rassegna il grande coreografo Jirì Kylian – che è anche apprezzato autore di cortometraggi – aveva presentato “Car-Men” (2006) e “Between Entrance and Exit” (2013); inoltre la prima mondiale del film “Schwarzfahrer”, di cui ha firmato regia e coreografia.

Questo lavoro sarà proiettato domani alle 20.30 al teatro Ariosto, in occasione di uno spettacolo della Fondazione Nazionale della danza, in cui sarà protagonista anche Aterballetto alle prese con “Lego” di Giuseppe Spota e la coreografia 14'20''dell’artista praghese. Nel film che apre la serata si racconta del viaggio surreale di una donna di mezza età (Sabine Kupferberg) e di un ragazzo (Patrick Marin), un incontro simbolo della perdita del giovane amore. Girato a Praga in un tram storico del 1930, “Schwarzfahrer” è un termine tedesco utilizzato per indicare i passeggeri senza biglietto. Il corto narra il surreale incontro di due passeggeri in un viaggio nostalgico che simboleggia la perdita irrevocabile di un amore giovanile. Le immagini poetiche elaborate attraverso le nuove tecnologie – lo stesso Kylián ha dichiarato che sono state necessarie 600 ore di lavoro – sono accompagnate da “Nacht und Träume” di Schubert, che avvolge il film in un velo di lirismo e lo rende ancor più intenso e poetico.

Sabine, musa ispiratrice del maestro cecoslovacco e interprete dei lavori kylianiani sin dai tempi di Sinfonietta (1978) dice: «Vedere questi film insieme è stato come un viaggio, mi sono commossa. In alcuni casi sentivo di interpretare diverse donne nello stesso personaggio».

Seguirà la coreografia 14'20'' il cui titolo deriva semplicemente dalla durata di questo pezzo, a sua volta estratto dall’opera 27'52 e che viene così descritto dallo stesso Kylian: «Il nostro tempo è scandito da due brevissimi momenti, quello in cui nasciamo e quello in cui moriamo».

Infine, “Lego” (coreografia, allestimento e costumi di Giuseppe Spota, musiche di Ezio Bosso, Filetta, Jóhann Jóhannsson, Ólafur Arnalds/Nils Frahm) che si ispira a queste parole: «Il disegno di una grande mappa: strade e dedali che si intersecano, si incontrano e scontrano, che indicano la direzione ed il movimento, che creano relazioni casuali o volontarie». (g.b.)

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