Haber porta in scena il dramma dell’oblio
Lucrezia Lante della Rovere veste i panni di sua figlia
SCANDIANO. Il teatro e l’arte contro l’oblio rappresentato dal male più spaventoso, l’Alzheimer. È un confronto «epico» quello che Alessandro Haber affronterà questa sera al teatro Boiardo di Scandiano, in una delle prime repliche dello spettacolo “Il padre”, scritto dal bravissimo autore francese Florian Zeller. Con lui, Lucrezia Lante Della Rovere (nei panni della figlia che deve seguire il padre colpito dalla malattia), Davide Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genantiempo e Alessandro Parise, per la regia di Piero Maccarinelli. «Sono molto soddisfatto della scelta fatta, questo è un testo dall’enorme forza drammaturgica, Zeller è davvero bravo, in tutti i suoi lavori e in questo in particolare».
È stato amore a prima vista?
«A dire il vero no, l’ho letto per la prima volta mentre ero impegnato in un’altra tournée e non mi era rimasto impresso. Ma poi ne sono stato conquistato, credo sia una scelta in linea con quella della mia carriera, ho sempre cercato testi potenti e non facili».
Scandiano è una delle prime tappe. Come è andato l’esordio?
«Benissimo, è stata un’emozione bellissima. Noi viviamo di tour e opere, ma quando arrivano emozioni così forti è sempre molto bello».
Addirittura?
«Sì, e dopo le prime uscite abbiamo già avuto tante richieste. In questa parte di stagione facciamo una quarantina di repliche, non tante, ma per la prossima si annunciano già tante tappe, è un bell’apprezzamento».
“Il padre” parla di memoria che sparisce per la malattia. L’opposto dell’arte e del racconto, per certi versi.
«È così, in fondo questa è la nostra battaglia. Credo che la forza dell’autore sia la sua capacità di far diventare il pubblico parte del mio personaggio, della sua perdita di memoria, con trovate molto intelligenti, che emozionano».
E il problema è molto più diffuso di quel che sembra, no?
«Si parla di milioni di persone nel mondo con l’Alzheimer. E quando parliamo di una malattia simile, bisogna sempre pensare anche al dolore e alle sofferenze delle famiglie, di chi sta vicino al malato e lo vede perdere pezzi di memoria».
La famiglia e gli amici: sul palco, il resto del cast. Come è andato il lavoro insieme?
«Questo è un grande cast, sono tutti attori bravi e preparati. E il testo ci permette di raccontare entrambi gli aspetti della malattia, del malato come di chi tiene al malato».
Il nome che spicca è Lucrezia Lante della Rovere.
«Grande attrice, che conosco da una vita, anche se non abbiamo mai fatto uno spettacolo insieme. Ma un film sì».
Quale?
«Storie di ragazze e ragazzi, un gran bel film di Pupi Avati . Era il 1989 e anche allora lei era mia figlia. Mi viene la pelle d’oca, a pensarci».
Come nella passata stagione, il Boiardo propone degli appuntamenti culinari abbinati agli spettacoli: anche stasera si potrà mangiare nel ridotto del teatro, scoprendo un menù legato ai temi dell’opera che verrà successivamente messa in scena. In questo caso il tema sarà: “legami, combinazioni e colori”. Chi vuole cenare può rivolgersi al teatro o chiamare il 333-9561642.
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