ricette
La cucina reggiana, come quella di tutta la pianura padano così come e dell’Appennino tosco-emiliano, è intrisa della cultura del maiale, un’usanza che in queste terre è stata importata dalle tribù...
La cucina reggiana, come quella di tutta la pianura padano così come e dell’Appennino tosco-emiliano, è intrisa della cultura del maiale, un’usanza che in queste terre è stata importata dalle tribù galliche stanziate nella pianura padana. E poi diffusa in tutta la penisola dai Longobardi.
Gli ultimi decenni hanno portato a forti cambiamenti, dovuti alla medicina come alle mode, e a variazioni sul tema che per secoli sarebbero state considerate “blasfeme”. Gli esempi riguardano anche i capisaldi della nostra tradizione culinaria. Nella ricetta classica dell’erbazzone, per esempio, la pasta viene ammorbidita con lo strutto e lo strato verde viene insaporito con tocchetti di grasso (per aumentarne notevolmente il sapore). Questi elementi sono stati eliminati dalle versioni vegetariane o light, che oggi si possono trovare in tanti forni della provincia. Discorso simile per “il” gnocco fritto, per dirla alla reggiana. La frittura originale prevede esclusivamente l’uso – e abbondante – di strutto, rifuggendo gli oli vegetali. (adr.ar.)
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