Ideali politici e storie reggiane nel nuovo album di Spartiti
È uscito il nuovo ep di Max Collini, ex Offlaga Disco Pax, e Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò: si chiama “Servizio d’ordine”
REGGIO EMILIA. È uscito il nuovo lavoro di Spartiti, il duo formato da Max Collini, ex Offlaga Disco Pax, e da Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò. L’ep si chiama “Servizio d’ordine”, come il singolo che lo ha anticipato, ispirato alla bellissima vicenda della Banda Bellini, raccontata nell’omonimo libro di Marco Philopat.
Una storia milanese di violenza, politica e impegno all’inizio degli anni Settanta, che gli Spartiti hanno messo in musica usando come accompagnamento un video con altrettanto evocative immagini d’epoca.
Ora il reggianissimo duo si prepara alla tournée di supporto, e dopo il debutto a Milano, la prossima settimana sarà a Cavriago, al circolo Kessel, per l’unica data in provincia fissata fino ad ora. Reverberi e Collini suoneranno sabato 11 febbraio al circolo Arci Kessel, l’ex Calamita, nella zona della Cremeria e della fornace cavriaghese. Il biglietto costa 10 euro, ed è necessaria la tessera Arci. Le prevendite, allo stesso prezzo, sono già disponibili da Tosi Dischi, sotto i portici di via Emilia San Pietro 57/c.
“Servizio d’ordine” è la propaggine dell’album “Spartiti” pubblicato nel 2016, primo disco in studio dopo un live, e opera capace di fare il pieno nelle classifiche di fine anno oltre che nelle visualizzazioni online (oggi metro di valutazione più delle vendite dei supporti fisici) e nei concerti in mezza Italia.
Si parte dalle storie di Collini, declamate più che cantate, sempre efficaci nel loro inconfondibile mix di ironia, cinismo, dolori grandi e piccoli, passioni politiche e malinconie. Oltre al singolo, l’ep contiene altre quattro tracce. Una, “Elena e i Nirvana”, è un racconto toccante – e capace di far sorridere – del primo grande amore giovanile di Collini, vissuto nella provincia reggiana fra timori, passione che esplode e le inevitabili tresche clandestine dei vent’anni. “Ida e Augusta” sale in montagna, a Gombio di Castelnovo Monti, e omaggia una vicenda che oggi sembra incredibile, tirata fuori in anni recenti da Istoreco e da Arturo Bertoldi, storico “socio” dei testi di Collini.
Ida e Augusta erano due donne tedesche che si erano trasferite a Gombio con i mariti, italiani di Gombio partiti per Berlino per lavoro e poi tornati a casa. Nel 1944, durante un rastrellamento nazista, le due si trovano di fronte giovani connazionali in divisa, mitra in pugno. Invece che spaventarsi, reagiscono sgridandoli per la loro maleducazione, ovviamente in tedesco, ottenendo un incontro col comandante e salvando l’intero paese dalla strage. A chiudere, “Borghesia” e l’omaggio ai Massimo Volume di “Qualcosa sulla vita”.
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