I Dinosauri sul palco tra passato e futuro
Gli ex Modena alle prese con la nostalgia, «ma con ironia»
REGGIO EMILIA. Dinosauri affamati di palco. Venerdì L’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra ospiterà la data zero del tour di Dinosauri, il nuovo progetto costruito dai tre ex Modena City Ramblers: Cisco, Alberto Cottica, Giovanni Rubbiani.
Il primo disco è uscito nel novembre scorso ed ora è il momento di collaudarlo dal vivo, in compagnia del fiatista e bassista Massimo Giunti, altro ex Modena presente anche nell’album in studio. Dinosauri già dal nome gioca col passato e la nostalgia, e d’altronde mette insieme tre storici componenti del gruppo, anime dei Modena dagli esordi negli anni Novanta sino alla cavalcate “ribelli” dei primi anni del nuovo millennio. Tre musicisti e tre amici che pur avendo imboccato strade diverse – Cisco ha proseguito come solista, Cottica e Rubbiani hanno invece avviato carriere negli studi economici e nella pubblicità – non si sono mai persi di vista. «La nostalgia è una parte di questo progetto, ma va presa in senso ironico. Altrimenti non avremmo scelto questo nome, in cui ovviamente ci prendiamo in giro da soli», racconta Cisco, storico soprannome di Stefano Bellotti, carpigiano da anni reggiano, perfetto esempio di una band da sempre viva sui due lati del Secchia.
E dal vivo, come sono questi I Dinosauri?
«La formula è volutamente quella del disco, noi tre più Massimo Giuntini, pure lui un vecchio amico. Un quartetto acustico, in linea con quello che propone l’album».
Poca elettricità, quindi?
«Sì, il progetto è nato come un ritorno alle nostre radici folk, e così sarà dal vivo. Volevamo “Riportare tutto a casa” (battuta sul primo bellissimo disco dei Modena City Ramblers, a propria volta omaggio a un capolavoro di Bob Dylan, ndr)».
Proprio per restare nel solco delle radici?
«Sì, l’idea è quella, d’altronde anche il disco vuole raccontare le battaglie e i percorsi di questi vent’anni, dall’impegno politico degli anni Novanta, anni in cui credevamo davvero di poter dare una svolta, ad oggi, quando un po’ amarezza viene fuori».
Siete proprio Dinosauri?
«Un poco sì, ma con orgoglio. E non vogliamo poi perderci troppo a guardare indietro, pensiamo avanti».
Al debutto sul palco allora. Come ci arrivate?
«In questi giorni siamo impegnatissimi con le prove, ci conosciamo bene ma questo è uno spettacolo tutto nuovo, e quella di Cadelbosco è quella che una volta avremmo chiamato la data zero».
Avete già scelto la scaletta?
«Non tutti i dettagli, ma l’ossatura è chiara. Ci saranno sei, sette brani da “I Dinosauri”, poi uniremo qualche brano della mia carriera solista, qualche sorpresa da decidere e, ovviamente, qualche vecchio classico dei Modena City Ramblers».
Quelli non possono mancare, giusto?
«Direi di no, gran parte del nostro pubblico se li aspetta e noi siamo felici di avere un pubblico così fedele».
Il biglietto costa 15 euro, le prevendite sono aperte in teatro, all’osteria La rosa d’oro e all’Arci provinciale, in via Ramazzini a Reggio.
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