Gazzetta di Reggio

In casa Gandalf Movie l’ultimo nato si chiama “Hide”

di Chiara Cabassa
In casa Gandalf Movie l’ultimo nato si chiama “Hide”

La produzione è nata nel 2016 dall’incontro di un gruppo di cineamatori reggiani Ora la svolta con un film in programmazione dal 23 febbraio all’Uci Cinestar

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REGGIO EMILIA. Si scrive Gandalf Movie e si legge passione per il cinema. Perché Gandalf Movie nasce dall’incontro di un gruppo di cineamatori reggiani che, dal 2006 ad oggi, ha prodotto quattro lungometraggi. Il quinto, ai blocchi di partenza, ha tutte le caratteristiche per fare parlare di sè a lungo. A partire dal bacino di utenza su cui potrà contare: “Hide”, questo il titolo del film, sarà infatti proiettato all’Uci Cinemas del centro commerciale I Petali, dal 23 febbraio (première ore 20) fino al 1° marzo. Si tratta di un “thriller esistenziale”, e qui ci fermiamo, perché il regista Gian Luca Carretti ci tiene e parecchio a mantenere quel pizzico di suspence che non guasta... così come fa parecchia fatica a trattenere l’entusiasmo per quello che si annuncia come un intrigo non internazionale ma pur sempre ad alti livelli.

Parla invece volentieri, Carretti, di quella Gandalf Movie che in dieci anni ha fatto tanta strada. A costituirla uno zoccolo duro di cineamatori reggiani: oltre a Gian Luca Carretti, Silverio Scognamiglio, Antonio Grieco, Silvia Piccinini, Stefano Papa, Tiziano Filippini e, new entry, Stefano Raspini. «Risale al 2007 - ricorda Carretti - il nostro primo lungometraggio “Riflesso nell’ombra” che fu proiettato al Rosebud, un giallo incentrato sul furto del tesoro di Matilde di Canossa. Nel 2009, sempre al Rosebud, fu la volta di “Lungo il fiume nell’acqua” dove il protagonista è un poliziotto che sarà portato alla pazzia dal suono di un flauto. La svolta nel 2011 quando, in collaborazione con Quinta Parete, uscì “La leggerezza della farfalla”: presentato alla mostra cinematografica di Venezia, ottenne una menzione dall’allora direttore. Due anni fa il surreale “Inferno Tube”, film a episodi nel quale l’obiettivo era difendere, in maniera surreale lo strapotere femminile».

E ora arriva “Hide” con informazioni, al momento, in pillole. «Sarà proiettato per una settimana all’Uci Cinemas - dice il regista - e per un film locale e indipendente non è poco. Importante la colonna sonora di Stefano Papa, compositore e pianista che dà ulteriore spessore al film. Ma soprattutto per la prima volta a collaborare con me alla regia, e non solo a quella, è quel personaggio incredibile che porta il nome di Stefano Raspini». Però una curiosità, Carretti ce la deve togliere: il titolo “Hide” ha a che fare con il dottor Jekyll e il signor Hyde”? La risposta? Laconica: «Sì e no».

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