Gazzetta di Reggio

La bellezza della Reggia decantata in versi nel ’700

di Luigi Vinceti
La bellezza della Reggia decantata in versi nel ’700

L’antico manoscritto è stato trovato in un archivio di Modena da Alberto Cadoppi Sarà presentato oggi alle 16 nella biblioteca dei Cappuccini in piazza Vallisneri

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Affiora dagli archivi un altro scampolo di storia della Reggia di Rivalta. Si tratta di un manoscritto del Settecento – che il professor Alberto Cadoppi ha recentemente scoperto nel modenese – nel quale un antico funzionario estense narra, esaltandole, le bellezze del complesso monumentale che ospitava Francesco III. Al di là dei contenuti del racconto, colpisce il fatto che per la descrizione l’autore abbia scelto la forma della poesia.

Curioso anche il fatto che un reggiano che lavora a Parma (è docente di diritto penale all’ateneo d’oltre Enza) scopra in un archivio di Modena qualcosa che riguarda la nostra città. Fatte queste premesse vale la pena di segnalare che lo scopritore dell’inedito tomo ne offrirà un ampio dettaglio durante la seduta della sezione reggiana della Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi che è fissata per domani pomeriggio. L’appuntamento è previsto alle 16 nella sala conferenze della biblioteca dei cappuccini che si trova in piazza Vallisneri, in città.

«Il componimento poetico – anticipa, volutamente senza rivelare particolari, chi lo presenterà – descrive gi aspetti e il funzionamento dei giardini, della vasca, degli appartamenti accolti nel palazzo».

Tanti elementi che aiuteranno a capire meglio la struttura e il funzionamento della Reggia, che era indubbiamente spettacolare e che, come noto, sarà prossimamente oggetto di un importante cantiere per il suo possibile recupero.

Da rammentare inoltre che alla Reggia di Rivalta è stato dedicato un magnifico volume che la Fondazione Manodori ha recentemente presentato nell’aula magna dell’università di Modena e Reggio. Un libro che contiene una premessa del compianto Gino Badini, direttore dell’Archivio di Stato, e, fra gli altri testi, una corposa disamina sviluppata proprio da Alberto Cadoppi. «Una valutazione – sottolinea l’interessato – che ho scritto molto prima della scoperta del nuovo manoscritto settecentesco».

L’ordine del giorno della riunione della Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi (oggi alle 16 nella biblioteca dei Cappuccini), oltre a comunicazioni del presidente della sezione Giuseppe Adriano Rossi, prevede pure un intervento di Filippo Silvestro riguardante una nuova attribuzione del quadro di Federico Barocci “San Francesco d’Assisi riceve le stimmate”, ed una relazione di Gabriele Spaggiari su “Il Seminario di Reggio Emilia e l’unità d’Italia”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google