Gazzetta di Reggio

Con Mozart si riflette sullo scontro tra civiltà

di Giulia Bassi
Con Mozart si riflette sullo scontro tra civiltà

“Il ratto del serraglio” in scena domani sera e domenica

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REGGIO EMILIA. Ritorna nella stagione lirica l’amatissimo Mozart con “Die Entführung aus dem Serail (Il ratto dal serraglio)” in un allestimento atteso quanto discusso, che, nel portare la riflessione sullo scontro tra civiltà, chiama in causa l’Isis e le terribili stragi di recente memoria.

L’opera composta nella forma del singspiel (spettacolo con dialoghi parlati in lingua tedesca) su libretto di Christoph Friedrich Bretzner, rielaborato da Johann Gottlieb Stephanie il giovane, è andata in scena per la prima volta al Burgtheater di Vienna nel luglio del 1782. Lo spettacolo in scena al Valli – le recite sono domani ore 20 e domenica alle 15.30 – è una produzione della Fondazione Teatro Comunale di Bologna con il Festival di Aix-en-Provence (dov’è stato rappresentato nel 2015).

La vicenda viene ambientata in un Oriente vicino a noi per epoca e ambientazione, trasformando il palcoscenico in una landa deserta, con tanto di dune di sabbia e tende berbere, sulla quale si svolgono le contrastate vicende tra le due coppie di amanti protagoniste e i loro antagonisti, leggibili anche come metafora dei contrasti tra Occidente e Oriente. I dialoghi, riscritti dal drammaturgo Albert Ostermaier, trasportano l’azione negli anni ’20 del Novecento, quando le potenze occidentali – con in testa l’Inghilterra – fecero del Medio Oriente il territorio dell’estrazione del petrolio, della ricchezza, del potere, con il pretesto della lotta contro gli ottomani alleati con i tedeschi, suscitando nelle popolazioni un risentimento profondo. Lo spettacolo, così come avvenuto a Bologna, anche a Reggio sarà proposto nella sua interezza, mentre al Festival di Aix En Provence, dove ha debuttato nel 2015, era andato in scena con alcune scene tagliate, essendo ancora forte l’emozione per la strage alla redazione di Charlie Hebdo.

Ideatore e regista è l’austriaco Martin Kušej, sovrintendente del Residenztheater di Monaco e riconosciuto come uno dei più rilevanti registi degli ultimi anni sulla scena internazionale, che intende muovere una profonda riflessione storico-politica usando scene dal forte impatto visivo ed emotivo. Ecco come la vicenda risulta ricontestualizzata: durante i disordini causati dallo scoppio della Prima guerra mondiale, Konstanze, promessa sposa di Belmonte, è stata rapita insieme alla cameriera Blonde e al servitore Pedrillo. Sono caduti nelle mani del pascià Selim e di Osmin – il capo delle sue guardie – che sperano, con tali ostaggi, di riuscire a esercitare pressioni nella loro lotta per il potere.

Sul podio Nikolaj Znaider, danese, affermato violinista oggi sempre più frequentemente impegnato nella direzione (guida l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna), e il cast formato da Karl-Heinz Macek nel ruolo del pascià Selim, Cornelia Goetz in quello di Kostanze, Julia Bauer nei panni della sua cameriera Blonde, Bernard Berchtold come Belmonte, Johannes Chum nel ruolo del suo servitore Pedrillo e Mika Kares come Osmin.

Per i riferimenti ai tragici e attuali fatti di terrorismo contenuti nello spettacolo, in accordo con la Prefettura, verranno effettuati controlli sulla sicurezza che rallenteranno l’ingresso in sala, pertanto la direzione della Fondazione I Teatri invita il pubblico a recarsi a teatro con anticipo.

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