LÌ DOVE TUTTO EBBE INIZIO
MAX COLLINI E JUKKA REVERBERI A CAVRIAGO TRA RICORDI E FATALITÀ
di MAX COLLINI
T. ornare a suonare al circolo Arci Calamita di Cavriago, che da qualche tempo si chiama Kessel in ragione di un passaggio generazionale della gestione di quel luogo benemerito, ha per me un significato simbolico davvero importante.
Il Calamita è stato un luogo centrale della mia storia con gli Offlaga Disco Pax e lo è stato, in modo allora imprevedibile, anche per quella di “Spartiti”, il nuovo percorso che ho intrapreso assieme a Jukka Reverberi dei Giardini di Mirò, da quando gli Offlaga non esistono più. La questione è presto detta: il mio esordio su un palco coincide col primo concerto degli Offlaga Disco Pax e si tenne proprio al Calamita nell’aprile del 2003.
Di fatto il Calamita è il posto che ha segnato l’inizio della mia, chiamiamola così, “carriera artistica”. La cosa curiosa è che è stato proprio a quel mio primo concerto assieme agli Offlaga che ho conosciuto Jukka di persona, all’epoca già molto noto nell’ambiente vista l’importanza dei suoi Giardini di Mirò; gruppo che per anni, ma guarda te, ha avuto al Calamita il suo quartier generale e la sua sala prove.
Dopo quell’incontro del 2003 Jukka Reverberi finisce immediatamente tra i protagonisti di un brano degli Offlaga Disco Pax, “Piccola Pietroburgo”, una canzone dedicata a Cavriago, una delle canzoni più amate da chi ha seguito le vicende degli Offlaga, gruppo che purtroppo si è sciolto nel 2014 all’indomani della scomparsa di Enrico Fontanelli.
Il vero cavriaghese del nostro sodalizio quindi non sono io, che sono nato e vivo da sempre a Reggio Emilia, ma è appunto Jukka, che da me era conosciuto esclusivamente in quanto figlio di Jones Reverberi, storico segretario del PCI di Cavriago e per molti anni membro del Comitato Centrale del Partito a Botteghe Oscure. Fino a quel momento non sapevo molto altro di lui.
Da allora, era il 2003 appunto, sono successe tante cose, gli Offlaga Disco Pax sono diventati anch’essi nel tempo un gruppo underground noto ed influente, è capitato che Jukka suonasse come ospite in un nostro disco (Bachelite, che uscì nel 2008), che si unisse a noi dal vivo, che condividesse con noi il palco coi suoi Giardini di Mirò.
Nel 2012 i due gruppi finirono insieme perfino sulla copertina della rivista specializzata Rumore, perché i nostri album dell’epoca uscirono contemporaneamente e furono considerati entrambi degni di quel generoso trattamento. La foto di quella copertina non fu però scattata al Calamita/Kessel bensì al Cinema Rosebud di Reggio Emilia, ma credo si sia trattato solo di un piccolo e trascurabile errore della storia della sinistra italiana.
È pure successo che nel corso del tempo gli Offlaga Disco Pax si esibissero al Calamita in momenti diversi del loro percorso.
Nel 2013 decidemmo di festeggiare il decennale di quel nostro primo concerto come Offlaga Disco Pax proprio nel luogo della nostra prima volta, e in quell’occasione di festa suonammo tutti e tre i nostri dischi, radunando a Cavriago un numero considerevole di seguaci, venuti da mezza Italia per tributare il loro affetto alla “Piccola Pietroburgo” che ognuno di loro si porta nel cuore.
Forse venne anche quella ragazza di Roma che l’anno scorso ha poi deciso di sposarsi in comune a Cavriago con il suo compagno, anch’egli romano, proprio per l’amore che avevano entrambi per la canzone degli Offlaga Disco Pax. E magari vi ricorderete di questa vicenda, che ha riempito le prime pagine dei giornali e telegiornali locali per una intera settimana (ho fatto il testimone dello sposo quel giorno e l’evento meriterebbe da solo una canzone tutta per lei).
Tuttavia dopo tutti questi fatti, che trovano al Calamita/Kessel e a Cavriago il loro centro di gravità permanente, accade che né io né il compagno Jukka Reverberi abbiamo mai suonato assieme come Spartiti su quel palco.
È giunta quindi l’ora di chiudere per l’ennesima volta un cerchio e l’occasione ce la fornisce il tour di “Servizio d’ordine”.
Di una cosa sono sicuro ed è che tornando al Calamita, ora Kessel, la paura, terribile, fottuta, assoluta, che provai quella sera del mio esordio sul palco datato 22 aprile 2003 per fortuna non la proverò più. È stata una delle paure più grandi che io abbia mai affrontato in vita mia e ne porto ancora i segni.
Avevo già 36 anni, non ero un ragazzino, ma, da esordiente davvero tardivo, l’emozione di una cosa che non avevo mai affrontato fino ad allora rese quella serata un calvario. Ancora oggi, dopo 500 concerti e alle soglie dei cinquant’anni, non ho ancora risolto il mio problema con il palco, l’ansia da prestazione che ne deriva, il senso di inadeguatezza che comporta, ma ci sto lavorando. Fidatevi.
Adesso il terrore non mi accompagna più e quelle assi saranno, almeno stavolta, rassicuranti almeno quanto è rassicurante per noialtri Spartiti il busto di Lenin che vive poco lontano da lì, in quella piazza fuori dal centro del paese e con via Nilde Iotti a uno dei lati. Quel busto di Lenin, silente ed austero, che ci ricorda ogni volta da dove veniamo, quanta strada hanno fatto i nostri avi, quanta ne abbiamo fatta noi e quanta, ancora, dobbiamo farne. Per andare dove, al momento, non saprei dire.
Nel frattempo ci ritroveremo, se vorrete, al Kessel domani sera. Perché Cavriago è Cavriago.
*Ex Offlaga Disco Pax e ora voce narrante di "Spartiti", progetto creato con Jukka Reverberi
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