Julie’s Haircut, il rock “del levare”
Il ritorno della band: «Non scriviamo più le canzoni, le troviamo nei suoni e le rifiniamo»
REGGIO EMILIA. Invocazioni, danze rituali, gemelli diabolici. Ma più di tutto ottima musica, cupa e capace di volare lontano. Mancano pochi giorni all’uscita del nuovo disco dei Julie’s Haircut, una delle poche rock band italiane di respiro internazionale, confermato dalla partecipazione a tanti festival in giro per l’Europa e all’accordo con la Rocket Recordings, una delle principali etichette di culto per la psichedelia.
La band è nata a Sassuolo ma ormai si è parecchio reggianizzata. Molti dei componenti del gruppo sono ormai reggiani doc, hanno qui attività e vita, e in un luogo storico reggiano – i Musei Civici – i Julie’s Haircut hanno presentato il loro penultimo lavoro, Ashram Equinox. Come da copione, l’album venne suonato interamente in progressione proprio allo scadere dell’equinozio di settembre all’interno dei musei cittadini. Dopo quasi quattro anni, i Julie’s presentano un disco di inediti, il settimo della loro carriera ormai ventennale. Anticipato per la rivista Rolling Stone sul web, sarà acquistabile dal 24 febbraio. Il lungo titolo, “Invocation and ritual dance of my demon twin”, racconta molto delle suggestioni sonore e tematiche che hanno guidato il sestetto (il sesto componente è la sassofonista bolognese Laura Agnusdei). A dare una mano alla voce, il temporaneo ritorno della bassista sassolese Laura Storchi, parte della formazione originaria, che interpreta la conclusiva “Koan”.
Nelle otto tracce si alternano brani più classicamente rock, con parti acide legate alla tradizione psichedelica, e soprattutto lunghe cavalcate ritmiche in cui le parti vocali sono pochissime. Un approccio molto lontano da quello italiano, in cui pure nel rock alternativo il legame con la forma canzone rimane sempre forte, difficile da scalfire. «In effetti non scriviamo più canzoni, non nel senso abituale del termine», hanno dichiarato i componenti a Rolling Stone. «È un processo più simile a quello che Teo Macero applicava alle registrazioni di Miles Davis: improvvisare liberamente in studio per poi scovare la canzone nelle registrazioni, rifinendola fino alla sua forma definitiva. Per la musica che facciamo, in Italia siamo sempre stati considerati un corpo estraneo».
Da marzo la band proporrà “Invocation and ritual dance of my demon twin” dal vivo. Il debutto è il 3 marzo al Locomotiv Club di Bologna, da lì il tour girerà mezza Italia sino a tornare in zona a Carpi il 29 aprile. Per ora, non sono state annunciate date in terra reggiana mentre a maggio, a conferma della stima all’estero, ci saranno tre esibizioni in Germania a Nuremberg, a Parigi e a Londra.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
