Nomadincontro Migliaia di persone un’unica passione
I fan della band sono arrivati da ogni parte d’Italia Stasera il concertone e il premio a Enzo Iacchetti
NOVELLARA. Mille chilometri per abbracciare i Nomadi, sentirli cantare, rendere omaggio a Augusto.
È la storia di Franco Scorrano, di Lecce. Ma anche di tutte le persone – migliaia – che ieri sono arrivate a Novellara per partecipare al Nomadincontro. Al concerto di ieri sera erano in tremila, oggi saranno ancora di più (l’anno scorso si è registrata quota 15 mila). Perché il Popolo Nomade è fatto così: “Vagabondo per un viaggio senza fine”, come qualcuno si è scritto sulla pelle.
E l’emozione, quest’anno, è doppia. Tripla, anzi. Augusto è scomparso 25 anni fa, e ieri era il suo compleanno. «Sono venuto a Novellara anche per questo – spiega Franco Scorrano – volevo salutare Augusto, portare dei fiori sulla sua tomba». Come lui Giovanni Farace e Antonio Amendola, entrambi da Cosenza. La tappa al cimitero è d’obbligo («E poi si va anche a Fabbrico, dove riposa Dante», spiega Barbara Travaglioli da Mantova), c’è chi porta dei fiori, chi lascia biglietti e striscioni. Qualcuno saluta il “suo” Augusto lasciandogli cd e pupazzetti.
E non sono solo i “vecchi” a compiere questo rito. Alessio Cosetti, da Como, ha 28 anni: «Se ogni anno torno qui è perché Augusto e i Nomadi mi hanno lasciato qualcosa, mi hanno insegnato un modo di vivere». La pensa così anche Davide Butti: «Seguo i Nomadi da quando, bambino, sono venuto a Novellara con mio papà. Augusto era morto da poco, ma ho comprato tutti gli album del gruppo e così l’ho conosciuto attraverso le canzoni. Adesso ce l’ho dentro».
D’altra parte, come ripetono all’unisono Massimo Giri (da Rovigo) e Manuel Candian (da Padova): «Augusto manca, ma i Nomadi restano sempre». «Per me sono quelli di Augusto – spiega Giada Callaioli, da Marina di Pisa – per mio figlio sono quelli di Danilo, per il mio figlio più piccolo sono quelli di Cristiano. Ma cosa importa? I Nomadi sono di tutti, sono del Popolo Nomade». E così, ancora una volta, la magia si ripete. Le persone sono diverse, ma le voci dicono la stessa emozione e cantano le stesse parole. Quelle dei Nomadi, in viaggio da quasi sessant’anni.
La band tornerà sul palco stasera, dopo lo spettacolo emozionante di ieri. Ma la musica non sarà la sola protagonista della giornata: stamattina (ore 10.30) al Teatro Tagliavini si terrà l’incontro “Il viaggio nomade”con Beppe Carletti, Marco Scarpati, Fausto Pirito e altri compagni di viaggio. Dalle 9.30 alle 16, nella Rocca dei Gonzaga, si potranno visitare le mostre “50 anni Nomadi” e “Augusto Arboreus” (l’esposizione di opere di Augusto Daolio). Alle 14.30 al Pala Tenda Enel Energia saranno premiati i vincitori dei concorsi dedicati ad Augusto. Alle 16.45, il momento clou: Enzo Iacchetti riceverà il 25esimo Tributo ad Augusto.
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