Ecco i ballerini “ribelli” di Nederlands Theater
Quattro coreografie che uniscono tecnica e sperimentazioni
REGGIO EMILIA. Attesissima serata di danza con quattro coreografie, di cui tre in prima italiana, con il Nederlands Dans Theater 2, una delle Compagnie più attraenti e accattivanti della scena, che questa sera alle 20.30 si esibisce al Valli. Il gruppo è stato fondato nel 1959, quando 22 eccezionali ballerini “ribelli” lasciarono il Balletto Nazionale Olandese per trovare una propria voce espressiva nel mondo della danza. Sebbene tutti i suoi ballerini abbiano una formazione rigorosamente classica - di cui danno prova la padronanza tecnica e l’espressività impareggiabili - la NDT è sempre impegnata nella ricerca di nuovi percorsi della danza al più alto livello artistico. Sotto la direzione di Carel Birnie e Benjamin Harkarvy, la NDT ha progressivamente costruito un innovativo repertorio di danza moderna composto dalle opere dei coreografi Jiri Kylian e Hans Van Manen, da quelle dei coreografi residenti Sol León e Paul Lightfoot, nonché dalle creazioni di Alexander Ekman, Crystal Pite e Johan Inger e di altri coreografi ospiti come Ohad Naharin, Nacho Duato e William Forsythe.
La direzione artistica del gruppo è affidata a Paul Lightfoot. NDT dispone di due compagnie distinte: NDT1 e NDT2. La prima si è esibita al Valli nella stagione passata, è la Compagnia fondata nel '59 e composta oggi da trenta ballerini di età compresa tra 23 e 42 anni. Stasera danzerà NDT2 fondata nel 1978 e destinata a raccogliere i giovani talenti emergenti (fino ai 23 anni di età) che si riuniscono in quella che rappresenta oggi una fucina di creazioni rivoluzionarie. La direzione artistica è nelle mani di Gerald Tibbs.
Il programma della serata, particolarmente eclettico comprende “Some Other Time”, sorta di esercizio nell’emozionale linguaggio danzato di Lightfoot/Léon ; “Solo” di Van Manen, ritratto di un uomo alla ricerca del suo posto nel mondo con il duo Eyal/ Behar, in cui la fisicità assume forme ipnotiche e rituali e infine “Out of Breath” di Johan Inger, recente vincitore come miglior coreografo del Benois de la Danse. In “Some Other Time”, un pavimento bianco e nero e arredamenti che sembrano fluttuare intorno alla stanza, evidenziano la sensazione spensierata e allo stesso tempo oppressiva che i danzatori interpretano in questa coreografia. Tutti vestiti di nero in “Solo” di Hans Van Manen. I movimenti molto scanditi della partita per violino di Bach richiedono uno straordinario senso del ritmo e possono essere eseguiti solo da danzatori che hanno la capacità di interscambiarsi fra di loro. Sharon Eyal e Gai Behar, riconosciuti come un duo innovativo nella danza contemporanea, hanno creato “Feelings” per una danzatrice che esegue dei movimenti delicati, spezzati, mentre un gruppo di nove danzatori interagisce come una morbida massa avvolgente. Infine “Out of Breath” di Johan Inger è stato creato durante un periodo difficile della vita del coreografo, quando la nascita drammatica della figlia scatenò brutalmente la consapevolezza che la vita può essere estremamente fragile sin dall’inizio. La pièce racconta di una costante presenza della morte, e di come tentiamo di dimenticare che questa fa parte della nostra vita.
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