Gazzetta di Reggio

Paolo Cevoli è Cencio servo di Michelangelo

di Andrea Vaccari
Paolo Cevoli è Cencio servo di Michelangelo

Tuffo nel Rinascimento con la commedia “Perché non parli”

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BORETTO. Questa sera alle 21 al Teatro del Fiume la programmazione teatrale 2016-2017 prosegue con “Perché non parli”, la terza commedia storica, sotto forma di monologo, scritta e interpretata da Paolo Cevoli per la regia di Daniele Sala. In vista dell’appuntamento abbiamo chiesto all’attore romagnolo alcune anticipazioni sullo spettacolo.

Cevoli, come ci introduce questa pièce che porterà sul palco del Teatro del Fiume di Boretto?

«È uno spettacolo comico, ambientato nel Rinascimento. Non vestirò i panni dei personaggi che ho sempre interpretato in televisione ma, con un salto all’indietro nel tempo, sarò Cencio Donati, il garzone di Michelangelo Buonarroti. Un vero e proprio “patacca” che ne combina sempre una e che, oltretutto soffre di balbuzie, una condizione che aumenterà sì gli aspetti comici ma anche quelli tragici».

Come mai questo focus su Michelangelo?

«Perché pur essendo uno dei più grandi artisti della storia, ci sono aspetti della sua vita che non sono notissimi e poi perché è un personaggio ricco di contraddizioni. Allo stesso tempo, da appassionato di storia quale sono, ho voluto cimentarmi con un periodo, il Rinascimento, nel quale gli italiani erano forti e molto creativi».

A teatro l’abbiamo vista interpretare un cuoco (ne “La penultima cena”) e la controfigura di Mussolini (ne “Il sosia di lui”). Ora tocca a Cencio. C’è un fil rouge che collega questi personaggi?

«Sono delle piccole figure secondarie, immaginarie ma verosimili, che assistono a importanti momenti di storia. Tutti e tre, poi, sono servi: una scelta voluta, in quanto spesso sono proprio i servi che mettono in ridicolo le grandi personalità, e attraverso essi passa la comicità. Non è una cosa che ho inventato io ma sin dall’antichità il grande Plauto, che era romagnolo come me, aveva inventato questo meccanismo comico ».

Quanto c’è dell’assessore Palmiro Cangini nei suoi personaggi?

«Direi che in questi personaggi, così come in Cangini, c’è la proiezione di me stesso. Il grande pubblico mi ha conosciuto proprio grazie a Cangini, sul palco di Zelig, e ancora oggi un sacco di gente mi saluta chiamandomi “assessore”. Mi fa piacere, perché significa che ho fatto divertire, ma con queste performance teatrali ho voluto aggiungere un qualcosa in più al mio repertorio. Credo che il pubblico ne sia rimasto piacevolmente colpito: in molti hanno apprezzato questo cambio di registro».

INFORMAZIONI UTILI. I biglietti possono essere acquistati presso la biglietteria in Comune (piazza San Marco 5) dalle ore 10.30 alle 12.30 oppure online sul circuito Vivaticket. Per maggiori informazioni telefonare a 0522-963724, 0522-963723, 0522-963758 o allo 0522-963759 dalle 10 alle 13.

Nel pomeriggio di oggi sarà inoltre possibile contattare la biblioteca comunale (telefono 0522-963758) dalle ore 15 alle 18 per conoscere la disponibilità dei posti eventualmente rimasti. La biglietteria, infatti, sarà aperta anche la sera stessa dello spettacolo direttamente in teatro a partire dalle ore 20.30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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