Gazzetta di Reggio

Max Mara torna alle origini: in pedana la star è il cappotto

di Cristina Fabbri
Max Mara torna alle origini: in pedana la star è il cappotto

Da Reggio Emilia a Milano: in passerella femminilità ed eleganza mescolate a uno stile classico e rigoroso. Tra le modelle, oltre alla top Gigi Hadid, anche Halima Aden musulmana e velata

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MILANO. Hanno trionfato la femminilità, l’eleganza, lo stile classico e rigoroso senza tempo in tipico gusto Max Mara.

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A Milano la maison fondata da Achille Maramotti ha portato in scena i capi che l’hanno resa celebre in tutto il mondo, come l’intramontabile cappotto cammello nella sua versione più classica o rivisitato. In particolare la casa di moda reggiana si è ispirata a due icone di stile, Ingrid Bergman e Anita Ekberg, al loro look glaciale e nordico ripensato con un tocco di sartorialità e temperamento italiano.

LE PROPOSTE. Tra le colonnate neoclassiche di Palazzo del Senato, hanno sfilato look nei colori iconici: cammello, cognac, caramello, grigio. Poi nero, rosso e oro. La maglieria è stata la chiave di lettura di tutta la collezione autunno inverno 2017-18: a trecce o a spesse coste, con colli ampi e avvolgenti. Poi tanti dolcevita dal sapore casual-chic, gonne a ruota e felpe double face.

Immancabile il cappotto lungo, ampio e avvolgente: hanno sfilato modelli classici realizzati in combinazioni insolite e affascinanti. Ad esempio il cammello è stato abbinato al montone o alla maglieria; ed è stato declinato in versione cappotto-cardigan. L’apparente semplicità, va detto, inganna, perché è il risultato di più di 65 anni di esperienza sartoriale. Spazio anche ad elegantissimi tailleur gessati grigi e in velluto nero, a pantaloni ampi, a gonne longuette con spacco, a completi con giacche doppiopetto. Il tutto rigorosamente a tinta unita, quasi a mettere in luce che la donna Max Mara non ha tempo per fronzoli e distrazioni, è una donna in carriera che ha bisogno di essere elegante e femminile ma allo stesso tempo comoda e perfetta in ogni occasione, di giorno e di sera. A completare i look, gli occhiali da sole da gatto che ricordano gli anni Quaranta, le borse over decostruite, con profili in montone, da portare a mano. E, ai piedi, décolleté a punta accollate, dal sapore retrò.

LA MODELLA VELATA. A catturare l’attenzione, oltre agli splendidi abiti, ci hanno pensato in particolare due modelle: l’immancabile Gigi Hadid, volto simbolo di Max Mara, e Halima Aden, che ha sfilato con lo hijab. Quest’ultima, nata 19 anni fa in un campo profughi, è una modella somala musulmana osservante, ed è per questo che in pedana ha sfilato con il capo coperto dal tradizionale velo islamico.

L’ATTRICE DELL’ANNO. Ad assistere alla sfilata di Max Mara ci sono sempre tanti volti noti. Su tutti, ieri ha spiccato quello dell’attrice Zoey Deutch, ora sul grande schermo con “Proprio lui?” a fianco di James Franco e Bryan Cranston. Presto uscirà con “Before I fall”, del regista Ry Russo-Young, e con “Rebel in the rye”, dove recita a fianco di Kevin Spacey e Nicholas Hoult. Sarà lei la 12esima vincitrice dell’annuale “Women in film Max Mara face of the future award®” a riconoscimento degli straordinari risultati ottenuti nella recitazione e per il suo stile elegante e senza tempo. Deutch verrà premiata il 13 giugno, a Beverly Hills.

PROTESTE. Un gruppo di attivisti del “Fronte animalista” ha protestato davanti all’ingresso della sfilata di Max Mara e di Fendi con megafono e cartelli: «Le pellicce vi fanno brutte e grasse».

 

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