«Quel teatro che mi voleva bene»
Il maestro Dara rievoca i giorni dell’Elisir che lo lanciò nel mondo del canto
MANTOVA. «Se anche già dal I960 avevo debuttato a Fano quale Colline della Bohéme pucciniana e dopo aver fatto il militare a Cuneo e cinque anni di parti minori accanto a cantanti del calibro di Mario Del Monaco, Magda Olivero, Antonietta Stella, Gian Giacomo Guelfi, Gianni Raimondi , Kraus, Protti, Taddei, il vero debutto come basso buffo, la categoria che mi avrebbe portato alla grande carriera, avvenne al Municipale di Reggio nel 1967 col Dulcamara delll'Flisir d'amore di Donizetti».
Il maestro Dara nella sua casa mantovana ricorda quell’esordio. «Avvenne che il teatro reggiano, con già in programma il capolavoro donizettiano, aveva già improntato l'allestimento: direttore il reggiano Gianfranco Masini, regista Beppe Menegatti fresco marito di Carla Fracci. Mancava il cantante per impersonare il grande ciarlatano: cioè Dulcamara. In quel momento collaboravo al Resto del Carlino, redazione mantovana, e il giornalista Pier Vittorio Marvasi propose a Masini di farmi sentire. Andai a Reggio ben preparato dal maestro Sutti e fui scritturato all'istante. Feci successo, e con Reggio cominciò una collaborazione che durò fino al 1995».
«Tornando all’Elisir – sono sempre parole di Dara – se ne fecero molte recite, tornando a Reggio nel 1969 e andando anche a Praga nel 1970. Per un debutto così importante per me l'ambiente reggiano fu meraviglioso in un teatro dove anche i macchinisti e gli attrezzisti seguivano con trepidazione le prove, e il grande Gigetto Reverberi che dirigeva il teatro con amore e oltre ad amare la musica era vero amico dei cantanti: una persona indimenticabile che non dimenticherò mai. E poi, dopo le prove, a mangiare dal ristorante da Italo, con risate rilassanti a non finire. In questo ambiente che “ti voleva bene” , si provava per ore ed ore senza che te ne accorgessi».
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