«Grazie ad Augusto Daolio ho realizzato il mio sogno»
Massimiliano Manfredini si è esibito davanti a migliaia di persone a Novellara «Il Popolo Nomade mi ha accolto con un grande applauso, mi sono commosso»
NOVELLARA. È salito sul palco del Nomadincontro di Novellara, che come ogni anno omaggia Augusto Daolio, e ha strabiliato il pubblico con la sua esibizione. Il ventenne di Scandiano Massimiliano Manfredini sabato scorso ha esaudito uno dei suoi più grandi sogni, e il debutto davanti al grande pubblico non poteva avere un esito migliore: la sua performance è stata salutata con un fragoroso applauso dalle migliaia di persone presenti. Massimiliano è uno dei talenti emergenti reggiani: oggi studia psicologia all’università ma vorrebbe tanto sfondare nel mondo della musica.
Manfredini, quali sensazioni ha provato sul palco di Novellara?
«Come ogni volta avevo dentro di me una grande agitazione, quando mi sono trovato davanti al microfono avevo sì una grande paura ma allo stesso tempo una grande voglia di fare bene. La mia intenzione era quella di far emozionare le tante persone presenti in quel momento, e quell’applauso è stato indimenticabile. Mi sono riguardato il video a casa e non nascondo di aver pianto: ricevere il consenso del pubblico per me è importantissimo, e ancora più sentire di essere riuscito ad arrivare a loro».
Quale canzone ha portato?
«Ho cantato You raise me up di Josh Groban, un pezzo che si ricollega alla tradizione gospel e spiritual. La traduzione è “Tu riesci a sollevarmi”, ed è perfetta per essere dedicata a qualcuno, a qualcuno che, appunto, riesce a sollevarti e che ti aiuta a superare tutto. Questa persona l’ho bene in mente, è una persona che considero come un fratello. Poi mi sono esibito con Esther Spinella nel brano One degli U2, nella versione con Mary J.Blige».
Che cosa le resta di questa esperienza?
«In primis la quantità di gente. Sabato sera c’era veramente un mare di persone e trovarmi davanti a loro è stata una grande emozione. Ma porterò sempre con me la gentilezza di tutto l’ambiente: sono stati tutti molto carini con me, nonostante io fossi praticamente uno sconosciuto ai loro occhi. Non posso non citare però Luca Anceschi: è grazie a lui se ho avuto questa fantastica possibilità».
Come è iniziata la sua passione per il canto?
«Ho iniziato a cantare da piccolo, in chiesa; a sette anni mi esibivo già da solista. Crescendo, ho imparato a suonare il pianoforte e ho sempre chiesto ai miei genitori di iscrivermi a canto, cosa che è avvenuta quando la mia voce non era più bianca. E da lì ho iniziato, devo tutto alla mia insegnante di canto della Pmi, il Professional Music Institute di Reggio Emilia».
Ha una sua band?
«Non proprio, ma insieme a un gruppo di ragazzi abbiamo avviato un progetto di cover e video che vengono caricati su Youtube, per vederli basta cercare New Horizons Records. In più mi esibisco nei locali».
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