Gazzetta di Reggio

Mia, quando la moda diventa opera d'arte

di Ambra Prati
Mia, quando la moda diventa opera d'arte

Sant'Ilario: l'idea è di Cristiana Pellacini, nell'atelier sulla via Emilia si potranno trovare pezzi unici da indossare e ammirare 

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SANT’ILARIO. Coniugare moda e arte, proponendo un atelier di sartoria (dove poter acquistare pezzi unici e far rivivere una artigianalità a rischio d’estinzione) e al contempo una sala espositiva con mostre d’arte (ad ingresso gratuito) sempre sul fascino della passerella.

È lo spirito di “Mia”, acronimo di Moda Italia Arte, una nuova realtà imprenditoriale nata in via Ferrari 7 a Sant’Ilario. «Ho un diploma di disegnatrice stilista che purtroppo ho lasciato nel cassetto – spiega la responsabile di Mia, Cristiana Pellacini – prima di laurearmi in storia dell’arte: alla soglia dei 50 anni ho deciso di unire le mie due passioni. Nello stabile che costeggia la via Emilia abbiamo unito due appartamenti, ricavando uno spazio molto ampio».

Due locali comunicanti, anche per vocazione. Il primo, arredato sullo stile delle maisons de haute couture anni Trenta, è un atelier di sartoria. «Qui io e due sarte giovani creiamo abiti su misura: la cliente può portare un modello da copiare oppure essere consigliata per l’intero percorso, dalla stoffa al capo confezionato su misura – spiega –. C’è un ritorno alla richiesta del pezzo unico, soprattutto a prezzo accessibile: un nostro abito costerà al massimo 150 euro, un costo da pronto moda però personalizzato. Per coloro che non amano attendere sarà possibile visionare anche una piccola varietà di abiti già cuciti».

Nell’altro locale, invece, è stato ricavato uno spazio espositivo dove verranno allestite mostre e iniziative a tema, «seguendo il trait d’union tra artigianalità, moda e arte».

La prima di queste mostre, che aprirà sabato prossimo, è intitolata “Foulard d’autore - pezzi unici tra arte e moda”. «Siamo partiti dal foulard – spiega Pellacini – perché è stato uno dei primi accessori di moda con il quale si sono cimentati artisti celebri: si pensi a Lucio Fontana, Botero, Picasso, i futuristi, la Pop Art, in molti, di propria iniziativa o su richiesta di stilisti, hanno interpretato il pezzo. I foulard sono belli da indossare, ma anche da tenere in casa come complemento d’arredo».

Si partirà quindi con cinque riproduzioni, stampate su tessuto a tiratura limitata, di opere di Marina Burani, Stefano Ferrari, Fiorenzo Giacopini, Alessandra Mariano e Mario Rosati. «Marina Burani è una pittrice nota a Parma, dove gestisce la galleria d’arte Alfa Centauri: ha uno stile surrealista particolare, ha scelto un dipinto che riproduce occhi all’infinito.

Le figure di donne in volo caratterizzano invece Alessandra Mariano: è la pronipote di Gabriele D’Annunzio, ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e questa è la prima esposizione dal suo ritorno in Italia (da noi farà anche un workshop in aprile dedicato alla pittura su tessuto). Di Stefano Ferrari è stata riprodotto il quadro “Città murata senza cielo”, un omaggio alle città del centro Italia che si stanno sgretolando, un ampio paesaggio di 150x150 metri stampato su un foulard di un metro per un metro.

Fiorenzo Giacobini è un pittore astratto santilariese, che propone conchiglie sezionate per particolari in un caleidoscopio di colori. Mario Rosati, anch’egli pittore santilariese, è stato scelto perché rappresenta il classico foulard Hermes: una pernice con scena di caccia e un bordo giallo-dorato. Alcune opere – svela infine la responsabile, invitando tutti a scoprire di più – con la riproduzione si sono valorizzate, diventando qualcosa d’altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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