Gazzetta di Reggio

Un Oscar con storica gaffe Sei statuette a La La Land

Un Oscar con storica gaffe Sei statuette a La La Land

Moonlight proclamato miglior film dopo l’annuncio sbagliato, aperta l’inchiesta Le scelte dell’Academy sono anti-Trump: quest’anno si parla di “Oscar so Black”

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E l’Oscar per lo svarione va... all’edizione numero 89 degli Academy Awards, finita con una nota surreale e con l’Oscar per il miglior film consegnato, per un lunghissimo attimo, nelle mani sbagliate. Una serata piacevole, con poche parole ma molta sostanza anti-Trump nelle scelte dell’Academy che fanno parlare di “Oscar so Black”, mentre non manca l’attenzione anche a immigrazione, guerra in Siria, e l’appello a distanza dell’iraniano Farhadi. Il premio per il miglior film è per “Moonlight”, ma Warren Beatty annuncia - da subito perplesso - la vittoria di “La La Land”, i produttori salgono sul palco e iniziano a ringraziare. Cosa è successo?

A spiegarlo è stato il regista di “Moonlight” in sala stampa. «Ho pensato che stava succedendo qualcosa di strano, ma non capivo cosa, è per questo che ho voluto vedere il biglietto - spiega Berry Jenkins - non mi è stato mostrato subito ma quando sono riuscito a leggere c’era scritto “Moonlight”». Jenkins allora sale sul palco e interrompe il discorso dei produttori di “La La Land”: «Non è uno scherzo, ha detto, mostrando il biglietto».

Poi è arrivato il presentatore, Jimmy Kimmel che ha confermato lo svarione che ha movimentato la serata: «È colpa mia, sapevo che avrei rovinato tutto prima della fine. Buonanotte a tutti, prometto di non tornare più». E così termina, in una maniera surreale e confusionaria una serata piacevole.

Dopo le polemiche dello scorso anno sugli Oscar troppo bianchi, questa volta si parla di “Oscar so Black” per le tante statuette ad attori di origine afroamericana. Ma viene premiato anche il corto sulla guerra in Siria “The white helmets”, e vince il maggiore riconoscimento appunto “Moonlight”, il film di Jerkins che parla di neri, emarginazione e omosessualità.

Molti i premi andati al favorito “La La Land”: Damien Chazelle vince l’Oscar per la regia, Emma Stone quello per la migliore attrice protagonista, Justin Hurwitz vince per la colonna sonora e la canzone, City of Stars. “La La Land” vince anche le statuette per la miglior fotografia e per la scenografia, ma il profumo della vittoria per il premio più importante lo potrà solo annusare.

Casey Affleck vince la statuetta per il migliore attore protagonista, per “Manchester by the Sea”, che ottiene anche il premio per la sceneggiatura originale, mentre l’Oscar per il migliore adattamento va a “Moonlight” che - come ampiamente previsto alla vigilia - vince anche la statuetta per il migliore attore non protagonista, l’islamico Mahershala Ali.

L’analogo premio al femminile va a Viola Davis per “Barriere”. Non mancano le battute rivolte a Trump, ma non sono moltissime come si poteva pensare dopo un red carpet costellato anche dal fiocchetto azzurro anti-Trump indossato dell’Aclu (American Civil Liberties Union, l’organizzazione che si batte per i diritti civili) che indossava ad esempio Ruth Negga, candidata come miglior attrice protagonista per il film “Loving”.

Dal palco la condanna più forte arriva dal filmaker iraniano Asghar Faradi che vince l’Oscar per il miglior film straniero, “Il Cliente”. Come ampiamente annunciato non è presente alla serata ma farà leggere un messaggio: «La mia assenza è un atto di rispetto verso coloro che non sono stati rispettati dal bando istituito nei giorni scorsi».

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