Sicurezza Web Con scudo e chiavi conquista Google
di Martina Riccò
Alessandra Bonetta esporrà la sua opera a Milano «Una grande soddisfazione essere stata scelta»
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REGGIO EMILIA. Dieci artisti emergenti scelti da Google per realizzare un’opera tridimensionale e virtuale sulla cybersicurezza.
Tra questi anche la 26enne reggiana Alessandra Bonetta, che con “Lock your world out” ha incantato il colosso del web. I progetti saranno esposti nella mostra Future Viewing: da venerdì a domenica, in via Vincenzo Capelli a Milano, i visitatori potranno passeggiare nelle dieci opere virtuali, muniti di un visore Google Cardboard.
«È davvero una grande soddisfazione aver sviluppato un’opera apprezzata da Google – racconta Alessandra –. In quanto artista emergente, poi, questa occasione è stata decisamente motivante: abbiamo creato le nostre opere utilizzando Tilt Brush, una tecnologia sviluppata da Google che permette di dipingere in 3D».
In cosa consiste il suo progetto?
«Il concetto che sta alla base del mio lavoro è rinchiudere in gabbia i pericoli che si incontrano navigando sul web. Munito di chiave e di scudo Google, l’utente si garantisce la propria sicurezza, e il mondo online diventa così uno spazio sconfinato e libero».
Come è avvenuta la selezione delle opere?
«Google ha organizzato cinque tappe in tutta Italia per promuovere il tema della sicurezza online. In ogni città era presente un bus su cui le persone potevano provare la tecnologia Tilt Brush. In queste tappe sono stati anche chiamati diversi artisti per sviluppare opere sul tema, io sono stata contattata per la tappa di Bologna. Al termine del tour sono state selezionate le dieci opere migliori».
Questa partecipazione potrebbe aprirle nuove strade?
«Sicuramente la mostra Future Viewing potrebbe darmi la possibilità di entrare in contatto con realtà diverse da quelle che ho affrontato fino ad ora, anche perché era la prima volta che usavo Tilt Brush per dipingere».
Com’è stato provare questa nuova tecnologia?
«Dipingere in 3 dimensioni è stato molto complesso. Ero munita di occhiali e due telecomandi. Attraverso questi occhiali riuscivo a vedere solo quello che creavo, e nulla del mondo intorno a me. Comprendere gli spazi, e collegare lo spazio vuoto ai miei movimenti, è stato più difficile del previsto. Tilt Brush è una tecnologia davvero interessante, ma servirebbero numerose prove prima di poterne sfruttare appieno le incredibili possibilità».
Sicuramente un qualcosa in più da scrivere sul curriculum... Al momento di cosa si occupa?
«Sono un’illustratrice freelance, collaboro con diverse agenzie pubblicitarie e lo scorso anno ho avviato, insieme a una socia, Logopedicalab: un’attività che si occupa di creare e vendere prodotti per la logopedia e lo sviluppo del linguaggio».
Vivere di arte in Italia... è possibile?
«Essere un artista richiede molta dedizione e determinazione. Lo scoglio maggiore è sicuramente entrare nel mercato e farsi conoscere».
Dopo Google, altri progetti nel cassetto?
«Ad oggi il progetto concreto è quello di affermarmi come artista e far crescere la mia attività. Se devo sognare, invece, sogno di lavorare all’Art Department negli studi di animazione della Pixar».
Tra questi anche la 26enne reggiana Alessandra Bonetta, che con “Lock your world out” ha incantato il colosso del web. I progetti saranno esposti nella mostra Future Viewing: da venerdì a domenica, in via Vincenzo Capelli a Milano, i visitatori potranno passeggiare nelle dieci opere virtuali, muniti di un visore Google Cardboard.
«È davvero una grande soddisfazione aver sviluppato un’opera apprezzata da Google – racconta Alessandra –. In quanto artista emergente, poi, questa occasione è stata decisamente motivante: abbiamo creato le nostre opere utilizzando Tilt Brush, una tecnologia sviluppata da Google che permette di dipingere in 3D».
In cosa consiste il suo progetto?
«Il concetto che sta alla base del mio lavoro è rinchiudere in gabbia i pericoli che si incontrano navigando sul web. Munito di chiave e di scudo Google, l’utente si garantisce la propria sicurezza, e il mondo online diventa così uno spazio sconfinato e libero».
Come è avvenuta la selezione delle opere?
«Google ha organizzato cinque tappe in tutta Italia per promuovere il tema della sicurezza online. In ogni città era presente un bus su cui le persone potevano provare la tecnologia Tilt Brush. In queste tappe sono stati anche chiamati diversi artisti per sviluppare opere sul tema, io sono stata contattata per la tappa di Bologna. Al termine del tour sono state selezionate le dieci opere migliori».
Questa partecipazione potrebbe aprirle nuove strade?
«Sicuramente la mostra Future Viewing potrebbe darmi la possibilità di entrare in contatto con realtà diverse da quelle che ho affrontato fino ad ora, anche perché era la prima volta che usavo Tilt Brush per dipingere».
Com’è stato provare questa nuova tecnologia?
«Dipingere in 3 dimensioni è stato molto complesso. Ero munita di occhiali e due telecomandi. Attraverso questi occhiali riuscivo a vedere solo quello che creavo, e nulla del mondo intorno a me. Comprendere gli spazi, e collegare lo spazio vuoto ai miei movimenti, è stato più difficile del previsto. Tilt Brush è una tecnologia davvero interessante, ma servirebbero numerose prove prima di poterne sfruttare appieno le incredibili possibilità».
Sicuramente un qualcosa in più da scrivere sul curriculum... Al momento di cosa si occupa?
«Sono un’illustratrice freelance, collaboro con diverse agenzie pubblicitarie e lo scorso anno ho avviato, insieme a una socia, Logopedicalab: un’attività che si occupa di creare e vendere prodotti per la logopedia e lo sviluppo del linguaggio».
Vivere di arte in Italia... è possibile?
«Essere un artista richiede molta dedizione e determinazione. Lo scoglio maggiore è sicuramente entrare nel mercato e farsi conoscere».
Dopo Google, altri progetti nel cassetto?
«Ad oggi il progetto concreto è quello di affermarmi come artista e far crescere la mia attività. Se devo sognare, invece, sogno di lavorare all’Art Department negli studi di animazione della Pixar».
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