«Vi racconto Gesù, che diede la vita per un’idea»
di Martina Riccò
Corrado Augias il 17 marzo sarà all'Altro Teatro di Cadelbosco Sopra con "Ecce Homo. Anatomia di una condanna", in scena le ultime ore di Cristo
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REGGIO EMILIA. «Ecco l’uomo», disse Ponzio Pilato mostrando ai Giudei Gesù, coperto di piaghe e ferite sanguinanti. «Ecco l’uomo», dice Corrado Augias raccontandone le ultime ore di vita.
Il 17 marzo il celebre giornalista e scrittore farà tappa a Reggio, precisamente a Cadelbosco Sopra, con “Ecce homo. Anatomia di una condanna”.
Di che cosa si tratta?
«Una conferenza-spettacolo basata sul racconto storico di ciò che presumibilmente accadde dal momento in cui Gesù fu arrestato al momento in cui morì. La teologia ci ha restituito un ritratto edificante e santificante di Cristo, ma quello è un racconto di fede».
Il suo, invece?
«Il mio racconto diverge da quello teologico ma rende molto più chiaro ciò che accadde. Se leggiamo soltanto i vangeli, non possiamo capire. Il risultato della ricerca storica rende tutto più bello e drammatico».
In che senso?
«La teologia ci rende un Gesù troppo buono e pio. Lo era, non voglio dire il contrario, ma era soprattutto una persona che voleva rinnovare l’Ebraismo. Per farlo ci vuole una determinazione di ferro, la teleologia non ne tiene conto. Come non tiene conto che lui agiva in un paese militarmente occupato, e da truppe brutali quali erano quelle romane».
Nulla a che vedere con il Ponzio Pilato di Michail Bulgakov, che ne Il Maestro e Margherita è sempre afflitto da un terribile mal di testa?
«Bulgakov disegna un personaggio nobile, mentre per me Pilato è un funzionario mediocre, mandato in una terra ingrata e turbolenta in cui i procuratori romani non amavano andare».
Perché?
«Era una terra povera, troppo povera. E i procuratori romani avevano due funzioni, entrambe ingrate: da una parte vigilare sul territorio di confine, dall’altra provvedere all’esazione delle tasse. Senza questa considerazione non si può capire la citazione: “Date a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che è di Dio”. Certe reazioni non si spiegano se non si tiene conto delle circostanze storiche in cui avvennero i fatti».
Su cosa si è basata la sua ricerca storica?
«Su tutti i vangeli, anche gli apocrifi. E poi il Filone alessandrino, Svetonio e Tacito... Sono emersi dettagli interessanti, come la storia di Giuda. Nessuno ha mai spiegato perché abbia tradito. I vangeli non lo dicono, anzi si contraddicono. Noi, basandoci sulle fonti, cercheremo di dare una spiegazione plausibile».
Lei è ateo, eppure parla spesso di Gesù. Come mai?
«Ne parlo perché è stato un personaggio fantastico, uno dei pochissimi uomini, in tutta la storia, che per affermare la propria idea hanno dato la vita. Le pare poco? Prendiamo il discorso delle Beatitudini. I cattolici lo conoscono, ma non ne capiscono la portata. Raramente si rendono conto del valore dirompente di quelle parole che, come cercherò di fare capire con lo spettacolo “Ecce Homo”, sono mine poste sotto il potere romano e dei grandi sacerdoti del tempio. Gesù, pur facendo solo un discorso spirituale, senza barricate o battaglie, per intenderci, di rimbalzo è diventato una minaccia per il potere politico. Il suo era un discorso di totale rinnovamento».
Ancora attuale?
«Le cose di cui parlava non sono mai state raggiunte, quindi è ancora attuale. Eccome...».
LO SPETTACOLO. «Le ultime ore di Gesù – spiega il giornalista e scrittore Corrado Augias – sono drammatiche e decisive». Perché se è vero che in una manciata di giorni accadde di tutto – l’arrivo a Gerusalemme, la sfuriata nel tempio, l’arresto, il processo, le torture, la crocefissione – è nelle ultime ore di vita di Cristo che vengono gettate le basi della religione. Lo spettacolo “Ecce Homo. Anatomia di una condanna” spiega l’intrigo politico, il contesto storico, gli interessi e le spinte sociali che determinarono la morte di Gesù.
Corrado Augias – che non è nuovo ad esperienze teatrali dato che negli anni Sessanta partecipò all’Avanguardia teatrale romana insieme ad Antonio Calenda e Gigi Proietti – sarà in scena all’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra (galleria Giuseppe Carretti 2/a) venerdì 17 marzo alle ore 21. La sua voce sarà accompagnata dalle note di Valentino Corvino.
Le prevendite sono on line sul sito ticketland1000.com. Sono anche acquistabili nella sede di Arci a Reggio Emilia (in viale Ramazzini 72), all’Altro Teatro di Cadelbosco Sopra (nei giorni di apertura) e all’osteria La Rosa d’Oro dal Testoun a Cadelbosco Sopra (che si trova in piazza 25 Aprile).
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