Cavriago, dal fascismo alla Resistenza
Oggi al Multiplo presentazione del saggio scritto dall’ex sindaco Casotti
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CAVRIAGO. La Cavriago dei socialisti, dei partigiani e dei signorotti fascisti. La Cavriago simbolo rosso in Italia e non solo nei turbolenti decenni del primo ‘900, raccontata da uno dei suoi abitanti più attenti. Oggi alle 16 al centro polivalente Multiplo, l’ex sindaco William Casotti presenta il suo volume “Fascismo e antifascismo nella realtà di Cavriago” edito da VF Centro Grafico.
Casotti, di che mondo si parla nel suo libro?
«Di un mondo ancora molto presente, per certi versi. Cavriago ha una storica tradizione di socialismo, c’erano tanti operai e tanti contadini, tutti socialisti. E dopo la scissione fra Pci e Psi, la questione non cambia molto, la presenza è fortissima, l’opposizione al fascismo è forte dal principio».
Già, e il fascismo locale? Era di natura “proletaria”?
«No, anzi, erano i “signorotti”. Non a caso i primi fascisti di Cavriago sono piccoli possidenti, in particolare dei commercianti di suini, non hanno a che fare con la matrice socialista degli altri abitanti».
Ad ogni modo, anche a Cavriago il fascismo c’era.
«Certo, e non dobbiamo mai scordarlo».
E poi la Resistenza...
«C’è stata una grande mobilitazione, un grande sforzo che poi ha gettato le basi per la successiva vita politica locale».
Rispetto a quegli anni che differenze vede con l’oggi?
«Un preoccupante calo della solidarietà e dell’attenzione all’altro. Oggi non ci si preoccupa davvero più del prossimo, non c’è attenzione per le questioni e i problemi delle altre persone». (adr.ar.)
Casotti, di che mondo si parla nel suo libro?
«Di un mondo ancora molto presente, per certi versi. Cavriago ha una storica tradizione di socialismo, c’erano tanti operai e tanti contadini, tutti socialisti. E dopo la scissione fra Pci e Psi, la questione non cambia molto, la presenza è fortissima, l’opposizione al fascismo è forte dal principio».
Già, e il fascismo locale? Era di natura “proletaria”?
«No, anzi, erano i “signorotti”. Non a caso i primi fascisti di Cavriago sono piccoli possidenti, in particolare dei commercianti di suini, non hanno a che fare con la matrice socialista degli altri abitanti».
Ad ogni modo, anche a Cavriago il fascismo c’era.
«Certo, e non dobbiamo mai scordarlo».
E poi la Resistenza...
«C’è stata una grande mobilitazione, un grande sforzo che poi ha gettato le basi per la successiva vita politica locale».
Rispetto a quegli anni che differenze vede con l’oggi?
«Un preoccupante calo della solidarietà e dell’attenzione all’altro. Oggi non ci si preoccupa davvero più del prossimo, non c’è attenzione per le questioni e i problemi delle altre persone». (adr.ar.)
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