Pierobon e la sua tromba aprono Soli Deo Gloria 2017
di Giulia Bassi
Concerto del virtuoso nella Basilica della Ghiara con l’organista Oreni «Cercherò di rendere frizzanti dei brani davvero “tosti” per la loro tessitura»
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA . Una serata dedicata alla tromba nel periodo barocco con un interprete d’eccezione, Marco Pierobon, strumentista dalla caratura internazionale. La sua oggettiva bravura è pari alla squisita umanità della sua persona, dotata di un’energia particolare assolutamente contagiosa. A lui il compito di inaugurare questa sera nella Basilica della Ghiara, alle ore 21, la rassegna 2017 di Soli Deo Gloria con un programma che mette a confronto la scuola italiana e quella tedesca. Una sorta di... partita musicale Italia – Germania: da una parte Tartini, Vivaldi, e Alessandro Marcello “contro” Leopold Mozart e Fasch. «In quegli anni le spinte propulsive vengono dai compositori e dai costruttori che emancipano la tecnica della strumento – spiega Pierobon – da Bach in poi si sono sbizzarriti tantissimo; invece nel periodo classico-romantico ci sono pochi pezzi, praticamente solo il mitico Concerto di Haydn».
Per quanto riguarda i pezzi di stasera l’interprete, ci assicura che sono difficilissimi e tecnicamente molto ardui: «di Marcello suono il famosissimo Concerto per oboe trascritto (molto conosciuto è l’Adagio), mentre Tartini nel suo Concerto mette dentro molti fronzoli ed ornamenti che i tedeschi Fasch e Mozart non mettono, perchè più granitici e solenni. Sono musiche “toste” per la tessitura, che mettono alla prova anche la resistenza fisica; li interpreto con la tromba piccola moderna che mi permette di renderli frizzanti; tra gli altre particolarità occorre valorizzare le dinamiche».
Maestro indiscusso del suo strumento, Pierobon presenta una carriera orchestrale di prim’ordine: «dopo il Conservatorio frequentato a Bolzano, la mia città e il perfezionamento, la mia aspirazione era entrare in orchestra è così dopo essere stato nell’orchestra della Fondazione Toscanini, ho ricoperto il ruolo di prima tromba al Maggio Musicale Fiorentino, all’Accademia di Santa Cecilia e nella Chicago Symphony: in quegli anni sono stato il primo musicista non americano che ha fatto parte di quella celebre compagine. Tra i direttori, ricordo con grande piacere Zubin Mehta e Daniel Barenboim; in quegli anni si lavorava in maniera molto vorticosa… mi ricordo Mehta che eseguiva la Sagra della Primavera con un controllo capillare su tutta l’orchestra. Stupefacente». Ora Pierobon si dedica all’insegnamento e ha formato dei gruppi cameristici con i quali si dedica ad un repertorio che comprende anche il Novecento e la musica jazz.
Nel concerto di questa sera, dedicato a Clara e Giancarlo Barani, sarà accompagnato all’organo da Paolo Oreni, un autentico fuoriclasse, capace d’improvvisare in ogni stile. Il Suddeutsche Zeitung lo ha definito “Giovane artista italiano pieno di promesse e di talenti geniali, un miracolo di tecnica con una precisione fenomenale che cerca ancora un suo eguale”. Con Pierobon, Oreni ha eseguito una trascrizione della Quinta Sinfonia di Mahler e i Quadri di una esposizione.
Per quanto riguarda i pezzi di stasera l’interprete, ci assicura che sono difficilissimi e tecnicamente molto ardui: «di Marcello suono il famosissimo Concerto per oboe trascritto (molto conosciuto è l’Adagio), mentre Tartini nel suo Concerto mette dentro molti fronzoli ed ornamenti che i tedeschi Fasch e Mozart non mettono, perchè più granitici e solenni. Sono musiche “toste” per la tessitura, che mettono alla prova anche la resistenza fisica; li interpreto con la tromba piccola moderna che mi permette di renderli frizzanti; tra gli altre particolarità occorre valorizzare le dinamiche».
Maestro indiscusso del suo strumento, Pierobon presenta una carriera orchestrale di prim’ordine: «dopo il Conservatorio frequentato a Bolzano, la mia città e il perfezionamento, la mia aspirazione era entrare in orchestra è così dopo essere stato nell’orchestra della Fondazione Toscanini, ho ricoperto il ruolo di prima tromba al Maggio Musicale Fiorentino, all’Accademia di Santa Cecilia e nella Chicago Symphony: in quegli anni sono stato il primo musicista non americano che ha fatto parte di quella celebre compagine. Tra i direttori, ricordo con grande piacere Zubin Mehta e Daniel Barenboim; in quegli anni si lavorava in maniera molto vorticosa… mi ricordo Mehta che eseguiva la Sagra della Primavera con un controllo capillare su tutta l’orchestra. Stupefacente». Ora Pierobon si dedica all’insegnamento e ha formato dei gruppi cameristici con i quali si dedica ad un repertorio che comprende anche il Novecento e la musica jazz.
Nel concerto di questa sera, dedicato a Clara e Giancarlo Barani, sarà accompagnato all’organo da Paolo Oreni, un autentico fuoriclasse, capace d’improvvisare in ogni stile. Il Suddeutsche Zeitung lo ha definito “Giovane artista italiano pieno di promesse e di talenti geniali, un miracolo di tecnica con una precisione fenomenale che cerca ancora un suo eguale”. Con Pierobon, Oreni ha eseguito una trascrizione della Quinta Sinfonia di Mahler e i Quadri di una esposizione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
