Riflettori sull’orchestra dei giovani tedeschi
di Giulia Bassi
Concerto della Junge Deutsche Philharmonie diretta da Nott
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REGGIO EMILIA. A cavallo tra ’’800 e ‘900 con Ravel, Mahler e Shostakovic, per un programma denso e fascinoso che sarà eseguito dai musicisti della Junge Deutsche Philharmonie, nel concerto di domani sera (ore 20.30) al Municipale Valli. L’orchestra unisce giovani di diverse accademie musicali tedesche, Fondata nel 1974, è considerata una delle massime orchestre giovanili europee; ne fanno parte giovani di età compresa tra i 18 e i 28 anni. L'orchestra si riunisce tre volte l'anno seguendo un intenso programma di prove; il suo repertorio spazia dalla musica classico-romantica a quella contemporanea.
Tra le apparizioni di maggior rilievo si possono ricordare l'esecuzione dell'integrale di Webern sotto la direzione di Gary Bertini (1983), la collaborazione con Karlheinz Stockhausen e Pierre Boulez nel 1990, il debutto ai BBC-Proms alla Royal Albert Hall di Londra nel 1995, i concerti con Lorin Maazel nel 1997 in Italia e Spagna e la tournée con Ivan Fischer per il 25° della sua fondazione nel 1999. L'orchestra, che ha sede a Francoforte sul Meno, è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio al concorso Herbert von Karajan e il Deutscher Kulturpreis.
Si presenta al Valli con il suo direttore principale e consulente artistico Jonathan Nott. Il programma comprende tre opere di commiato e uno sguardo riflessivo sul passato: i “ Valses nobles et sentimentales” di Maurice Ravel, i “Kindertotenlieder” (Canti per i bambini morti) di Gustav Mahler e la Sinfonia n. 15 in la maggiore di Dmitri Shostakovich. Maurice Ravel compose i suoi “Valses nobles et sentimentales” nel 1911, originariamente per pianoforte, la versione orchestrale seguì nel 1912. Sette valzer e un epilogo distinto si fondono in una suite di danze, che ricorda il periodo d'oro del valzer viennese, in particolare – come suggerisce già il loro nome – con riferimento ai Valses nobles e Valses sentimentales di Schubert. A seguire i “Kindertotenlieder”, vale a dire una delle composizioni più inquietanti della storia della musica che Mahler ha compose nelle estati del 1901 e 1904. Si tratta di cinque canti su omonimi testi di Friedrich Rückert; due figli di Rückert erano morti nel 1833/34 e il poeta aveva lottato contro questo brutto colpo del destino scrivendo 428 poesie. Nel luglio 1907, due anni dopo la prima esecuzione, Mahler subì lo stesso destino di Rückert: sua figlia Maria Anna morì e l’autore non fu più in grado di dirigere questi brani. Li eseguirà nel concerto di domani a Reggio, il mezzosoprano sudafricano Michelle Breedt, nota per le sue esibizioni nei grandi teatri lirici.
Il programma viene completato dall’ultima Sinfonia di Shostakovich, considerata il suo testamento di compositore. Eseguita per la prima volta l’8 gennaio 1972 per la direzione del figlio Maxim, contiene citazioni da altre opere sue opera e inoltre reminiscenze da Guglielmo Tell di Rossini, da Tristano e Isotta di Richard Wagner e il motivo del destino dalla Valchiria di Wagner.
Tra le apparizioni di maggior rilievo si possono ricordare l'esecuzione dell'integrale di Webern sotto la direzione di Gary Bertini (1983), la collaborazione con Karlheinz Stockhausen e Pierre Boulez nel 1990, il debutto ai BBC-Proms alla Royal Albert Hall di Londra nel 1995, i concerti con Lorin Maazel nel 1997 in Italia e Spagna e la tournée con Ivan Fischer per il 25° della sua fondazione nel 1999. L'orchestra, che ha sede a Francoforte sul Meno, è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui il primo premio al concorso Herbert von Karajan e il Deutscher Kulturpreis.
Si presenta al Valli con il suo direttore principale e consulente artistico Jonathan Nott. Il programma comprende tre opere di commiato e uno sguardo riflessivo sul passato: i “ Valses nobles et sentimentales” di Maurice Ravel, i “Kindertotenlieder” (Canti per i bambini morti) di Gustav Mahler e la Sinfonia n. 15 in la maggiore di Dmitri Shostakovich. Maurice Ravel compose i suoi “Valses nobles et sentimentales” nel 1911, originariamente per pianoforte, la versione orchestrale seguì nel 1912. Sette valzer e un epilogo distinto si fondono in una suite di danze, che ricorda il periodo d'oro del valzer viennese, in particolare – come suggerisce già il loro nome – con riferimento ai Valses nobles e Valses sentimentales di Schubert. A seguire i “Kindertotenlieder”, vale a dire una delle composizioni più inquietanti della storia della musica che Mahler ha compose nelle estati del 1901 e 1904. Si tratta di cinque canti su omonimi testi di Friedrich Rückert; due figli di Rückert erano morti nel 1833/34 e il poeta aveva lottato contro questo brutto colpo del destino scrivendo 428 poesie. Nel luglio 1907, due anni dopo la prima esecuzione, Mahler subì lo stesso destino di Rückert: sua figlia Maria Anna morì e l’autore non fu più in grado di dirigere questi brani. Li eseguirà nel concerto di domani a Reggio, il mezzosoprano sudafricano Michelle Breedt, nota per le sue esibizioni nei grandi teatri lirici.
Il programma viene completato dall’ultima Sinfonia di Shostakovich, considerata il suo testamento di compositore. Eseguita per la prima volta l’8 gennaio 1972 per la direzione del figlio Maxim, contiene citazioni da altre opere sue opera e inoltre reminiscenze da Guglielmo Tell di Rossini, da Tristano e Isotta di Richard Wagner e il motivo del destino dalla Valchiria di Wagner.
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