Gazzetta di Reggio

Dieci anni di Collezione Maramotti 

di Luigi Vinceti
Dieci anni di Collezione Maramotti 

Reggio Emilia, dal 2007 oltre centomila visitatori e 120 artisti coinvolti in 56 iniziative

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REGGIO EMILIA. La Collezione Maramotti, una delle maggiori raccolte d’arte contemporanea in Italia, compie dieci anni. Straordinario il bilancio dell’attività svolta, che le ha consentito di raccogliere centinaia di opere – di cui oltre duecento in esposizione permanente – realizzate dal 1945 in poi e visitabili gratuitamente.

Nata negli anni Sessanta dalla passione di Achille Maramotti, imprenditore della moda, la Collezione è stata subito focalizzata sulle espressioni artistiche internazionali della seconda metà del XX secolo. Oggi è una “living collection” che registra e raccoglie l’evoluzione dell’arte contemporanea operando a stretto contatto con i creativi.
«Siamo giunti ad una tappa importante – afferma la direttrice Marina Dacci – e dopo due lustri di lavoro possiamo contare ben 56 nuovi progetti realizzati con una media di oltre cinque iniziative l’anno; ciò ha portato al coinvolgimento di oltre 120 artisti, 74 dei quali stranieri.

Sempre nel decennio abbiamo registrato più di 100 mila presenze di cui più del 10% stranieri, in particolare europei e statunitensi. Oltre 60 mila i visitatori delle mostre temporanee. Il nostro impegno è stato quello di lavorare con e per gli artisti, supportandoli e facendoli partecipi del nostro cammino nel modo più libero e aperto possibile». Le 56 iniziative cui ha collaborato la Collezione sono così suddivise: 27 progetti commissionati (sia personali che collettivi), sei mostre “open storage”, cinque mostre di nuova produzione legate al premio Max Mara, sette mostre fotografiche, cinque eventi di danza ed altri sei appuntamenti frutto di conversazioni e mostre in spazi diversi.

Si aggiungano quasi 15 mila pubblicazioni, 700 libri d’artista e 400 testi di poesia concreta e visuale. Sulla Collezione sono state stese 14 tesi di laurea ed altri 9 ricercatori sono attualmente al lavoro sui materiali in biblioteca. Nel corso degli anni, la Collezione ha pubblicato come co-editore 34 volumi e sono state distribuite a biblioteche, musei ed altre istituzioni 360 copie ogni titolo prodotto.

Nel frattempo le visite guidate hanno visto un graduale ma continuo incremento delle scolaresche di licei, istituti d’arte, accademie e centri universitari. Dal 2010 è attiva una collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim.
Le opere mostrate e raccolte hanno costantemente introdotto all’epoca della realizzazione con elementi di sostanziale innovazione e sperimentazione nella ricerca artistica. Quelle del XXI secolo per la maggior parte non sono incluse nella esposizione permanente, ma sono state accolte anche in mostre tematiche negli spazi riservati alle esposizioni temporanee. Materiale che quindi entra a far parte della Collezione con l’obiettivo di fondere pratiche di acquisizione ed apertura ad una loro fruizione pubblica.

Fra le opere custodite, i progetti delle vincitrici del premio biennale “Max Mara Art Prize for Women” che si svolge in collaborazione con Whitechapel Gallery e che è rivolto ad artiste emergenti del Regno Unito. Le cinque vincitrici del passato sono state: Margaret Salmon, Hannah Rickards, Andrea Buttner, Laure Prouvost, Corin Sworn. Già scelta l’opera di Emma Hart per la sesta edizione che quest’anno si unisce alla Collezione. Il premio testimonia lo stretto rapporto di Max Mara con il mondo dell’arte.

Dal 2015 la Collezione ospita anche l’Atelier dell’Errore Big, una scuola di alta specializzazione e formazione nell’ambito delle arti visive dedicata ai ragazzi che hanno frequentato la Neuropsichiatria Infantile dell’Ausl di Reggio e che, compiendo i 18 anni, non avrebbero più la possibilità di proseguire l’attività nella struttura. Loro opere sono state esposte a Milano e a Londra. Pubblicato anche un libro, con contributi multidisciplinari, che raccoglie tutte queste esperienze.

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