Ligabue: «Vi canto i misteri del Dna»
di Andrea Vaccari
Marco oggi ai Petali con il suo nuovo album: «Per andare controcorrente»
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REGGIO EMILIA. Sarà ospite questo pomeriggio al centro commerciale I Petali di Reggio Emilia, dove riceverà l’abbraccio di tanti fan e di tanti amici. È un periodo di grande impegno per Marco Ligabue, che in questi giorni ha visto uscire il suo ultimo album “Il mistero del Dna”. Un lavoro caratterizzato da nove canzoni, che culminerà con una serie di presentazioni in giro per tutta Italia nelle prossime settimane, e con il tour che si svolgerà da maggio a ottobre.
Quali sono i tratti distintivi del suo ultimo album?
«È un disco dal profilo più rock rispetto ai miei due precedenti. Le nove canzoni raccontano nove destini, nove Dna diversi. Un viaggio che vuole scoprire, in ogni singola storia, se il Dna è la nostra traccia distintiva di partenza o un destino, una risposta già scritta per sempre. Canzoni che hanno come filo conduttore storie vere. Negli ultimi due anni ho fatto 170 concerti e ho avuto modo di conoscere tantissime persone: ne ho scelte alcune, che mi hanno colpito per la loro particolarità».
Dal punto di vista musicale che lavoro ha svolto?
«Ho cercato di dare ulteriore colore alle canzoni seguendo direttamente i lavori in studio di registrazione. Le canzoni sono tutte nate con voce e chitarra, ma poi sono state arrangiate con sonorità che potessero valorizzare al massimo le storie raccontate. Talvolta elettriche, talvolta acustiche e talvolta elettroniche».
In questi ultimi giorni, inoltre, sta passando in radio il nuovo singolo, “Cuore onesto”. Da cosa è stato ispirato?
«Dalla volontà di andare controcorrente rispetto a un mondo che ci mette l’uno contro l’altro e a essere individualisti. Credo che questo modo di pensare non ci porti lontano, anzi. Invece di chiudersi in se stessi è meglio stare vicino agli altri e fare del bene».
Come mai ha scelto di girare il video della canzone in Benin?
«Da tempo desideravo girare un video in Africa e ho colto questa opportunità, restandovi una settimana. Apprezzo molto il fatto che la popolazione locale sappia godersi le piccole cose e sorridere, nonostante le avversità. Proprio in Benin, da tre anni sono impegnato con la onlus Buona Nascita, in progetti legati alla malnutrizione dei bambini. Abbiamo anche raccolto una somma per aiutarli ad andare a scuola».
Oggi sarà ai Petali per incontrare i suoi fan. Che cosa si aspetta?
«Un ritorno a casa non può che essere un punto fermo. Venire a Reggio, per me che sono di Correggio ma vivo in Sardegna, vuol dire riabbracciare fan, amici e parenti che non vedo da un po’. E sarà l’occasione buona per fare due chiacchiere e presentare qualche canzone in acustico. Sono molto legato alla mia terra, e considero una bella soddisfazione mostrare agli amici le novità e i progressi fatti».
Ha in programma anche un tour?
«Prima ho in agenda diversi appuntamenti: presentazioni negli store di dischi e nelle scuole superiori. Poi da maggio partirà in tour, fino a ottobre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Quali sono i tratti distintivi del suo ultimo album?
«È un disco dal profilo più rock rispetto ai miei due precedenti. Le nove canzoni raccontano nove destini, nove Dna diversi. Un viaggio che vuole scoprire, in ogni singola storia, se il Dna è la nostra traccia distintiva di partenza o un destino, una risposta già scritta per sempre. Canzoni che hanno come filo conduttore storie vere. Negli ultimi due anni ho fatto 170 concerti e ho avuto modo di conoscere tantissime persone: ne ho scelte alcune, che mi hanno colpito per la loro particolarità».
Dal punto di vista musicale che lavoro ha svolto?
«Ho cercato di dare ulteriore colore alle canzoni seguendo direttamente i lavori in studio di registrazione. Le canzoni sono tutte nate con voce e chitarra, ma poi sono state arrangiate con sonorità che potessero valorizzare al massimo le storie raccontate. Talvolta elettriche, talvolta acustiche e talvolta elettroniche».
In questi ultimi giorni, inoltre, sta passando in radio il nuovo singolo, “Cuore onesto”. Da cosa è stato ispirato?
«Dalla volontà di andare controcorrente rispetto a un mondo che ci mette l’uno contro l’altro e a essere individualisti. Credo che questo modo di pensare non ci porti lontano, anzi. Invece di chiudersi in se stessi è meglio stare vicino agli altri e fare del bene».
Come mai ha scelto di girare il video della canzone in Benin?
«Da tempo desideravo girare un video in Africa e ho colto questa opportunità, restandovi una settimana. Apprezzo molto il fatto che la popolazione locale sappia godersi le piccole cose e sorridere, nonostante le avversità. Proprio in Benin, da tre anni sono impegnato con la onlus Buona Nascita, in progetti legati alla malnutrizione dei bambini. Abbiamo anche raccolto una somma per aiutarli ad andare a scuola».
Oggi sarà ai Petali per incontrare i suoi fan. Che cosa si aspetta?
«Un ritorno a casa non può che essere un punto fermo. Venire a Reggio, per me che sono di Correggio ma vivo in Sardegna, vuol dire riabbracciare fan, amici e parenti che non vedo da un po’. E sarà l’occasione buona per fare due chiacchiere e presentare qualche canzone in acustico. Sono molto legato alla mia terra, e considero una bella soddisfazione mostrare agli amici le novità e i progressi fatti».
Ha in programma anche un tour?
«Prima ho in agenda diversi appuntamenti: presentazioni negli store di dischi e nelle scuole superiori. Poi da maggio partirà in tour, fino a ottobre».
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