Domani inizia “Una voce nella vita”
Susanna Tamaro sarà alle 21 in duomo, la rassegna proseguirà con Avati e Nek
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REGGIO EMILIA. «Avete visto la baby gang di Vigevano che approfittava di ragazzini introversi per sottometterli e seviziarli? E i coetanei di Cadelbosco Sopra che hanno devastato una scuola? In entrambi i casi la giustificazione è stata la noia. Possibile che non abbiamo trovato altre risposte affettive per dare una motivazione alla loro esistenza? Per questa ragione abbiamo pensato di incontrare i giovani reggiani, tentando di appassionarli, dare loro uno scopo e una ragione. Vogliamo aiutarli a trovare, come dice il titolo della rassegna: “Una voce nella vita”».
Così il vescovo Massimo Camisasca ha illustrato le motivazioni dei tre incontri che si svolgeranno nei prossimi venerdì in cattedrale: domani con la scrittrice Susanna Tamaro, il 24 marzo con il regista Pupi Avati e il 31 marzo con il cantante Nek. Personaggi di tre mondi diversi, che il vescovo ha personalmente conosciuto, che hanno accettato di venire a raccontare la bellezza e i drammi della vita. Le tre iniziative si aprono in duomo alle 21 e si concludono intorno alle 22, dopo un colloquio con l’ospite, eventuali domande e un contorno musicale. «Una opportunità – sottolinea il Vescovo – per aiutare i giovani a vincere la noia e ad incontrare la vita che è il più grande alleato di Dio». La presentazione dell’evento si è svolta in una magnifica sala quattrocentesca del vescovado, da poco recuperata dopo il terremoto del 2012. «L’unico spazio restaurato – ha precisato monsignor Camisasca – che reca dipinta la celebrazione religiosa di un evento laico, l’Unità d’Italia, qui accanto alla Sala Tricolore».
Poi ha parlato dei tre ospiti. Susanna Tamaro, nipote di Svevo, scrittrice che resterà nella storia della letteratura italiana, essenziale, profonda, che alterna racconti cupi a profonde e tenere amicizie, approdata al cattolicesimo in età avanzata. Pupi Avati – che il vescovo ha accompagnato anche sul set durante la permanenza nella capitale – che accetta la vita come un mistero e che ogni sera si reca nella chiesa e nello stesso banco che occupava la madre. E poi Nek, che ha “colpito” monsignor Camisasca con la lettera dedicata alla figlia sul tema dell’amore e la vicinanza alla comunità Mirante di Sassuolo. «Tre personaggi – la conclusione del vescovo – che hanno in comunela capacità di esprimere, con linguaggi diversi, il valore profondo dell’esistenza». Nel successivo conversare il vescovo ha simpaticamente accennato alla conoscenza di Antonella Clerici, di Saverio figlio di Costanzo che sta girando a New York 32 puntate per la televisione (possibili invitati per il 2018?), del libro che Camisasca ha scritto e che presenterà a inizio maggio. All’incontro, presentati da Edoardo Tincani direttore de La Libertà, anche i due segretari del vescovo Stefano Tenti e Umberto Tagliaferri. (l.v.)
Così il vescovo Massimo Camisasca ha illustrato le motivazioni dei tre incontri che si svolgeranno nei prossimi venerdì in cattedrale: domani con la scrittrice Susanna Tamaro, il 24 marzo con il regista Pupi Avati e il 31 marzo con il cantante Nek. Personaggi di tre mondi diversi, che il vescovo ha personalmente conosciuto, che hanno accettato di venire a raccontare la bellezza e i drammi della vita. Le tre iniziative si aprono in duomo alle 21 e si concludono intorno alle 22, dopo un colloquio con l’ospite, eventuali domande e un contorno musicale. «Una opportunità – sottolinea il Vescovo – per aiutare i giovani a vincere la noia e ad incontrare la vita che è il più grande alleato di Dio». La presentazione dell’evento si è svolta in una magnifica sala quattrocentesca del vescovado, da poco recuperata dopo il terremoto del 2012. «L’unico spazio restaurato – ha precisato monsignor Camisasca – che reca dipinta la celebrazione religiosa di un evento laico, l’Unità d’Italia, qui accanto alla Sala Tricolore».
Poi ha parlato dei tre ospiti. Susanna Tamaro, nipote di Svevo, scrittrice che resterà nella storia della letteratura italiana, essenziale, profonda, che alterna racconti cupi a profonde e tenere amicizie, approdata al cattolicesimo in età avanzata. Pupi Avati – che il vescovo ha accompagnato anche sul set durante la permanenza nella capitale – che accetta la vita come un mistero e che ogni sera si reca nella chiesa e nello stesso banco che occupava la madre. E poi Nek, che ha “colpito” monsignor Camisasca con la lettera dedicata alla figlia sul tema dell’amore e la vicinanza alla comunità Mirante di Sassuolo. «Tre personaggi – la conclusione del vescovo – che hanno in comunela capacità di esprimere, con linguaggi diversi, il valore profondo dell’esistenza». Nel successivo conversare il vescovo ha simpaticamente accennato alla conoscenza di Antonella Clerici, di Saverio figlio di Costanzo che sta girando a New York 32 puntate per la televisione (possibili invitati per il 2018?), del libro che Camisasca ha scritto e che presenterà a inizio maggio. All’incontro, presentati da Edoardo Tincani direttore de La Libertà, anche i due segretari del vescovo Stefano Tenti e Umberto Tagliaferri. (l.v.)
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