Gazzetta di Reggio

domani all’herberia di rubiera 

“Monologhi della vagina”  In scena la nuova versione

di Martina Riccò
“Monologhi della vagina”  In scena la nuova versione

REGGIO EMILIA. «La mia gonna corta è la mia sfida. Non vi permetterò di farmi paura. La mia gonna corta non è un’esibizione, è ciò che sono prima che mi obbligaste a nasconderlo o a soffocarlo....

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La mia gonna corta è la mia sfida. Non vi permetterò di farmi paura. La mia gonna corta non è un’esibizione, è ciò che sono prima che mi obbligaste a nasconderlo o a soffocarlo. Fateci l’abitudine». Parola di Eve Ensler. Che, come ogni anno, risuonerà sui palchi di tutto il mondo con i Monologhi della vagina.
A Reggio, dal 2013, sono Le Mafalde a occuparsene. Tre donne determinate – Giorgia Margini, Marianna Calia e Renata Montanari – che di stagione in stagione raccolgono attrici disposte a lottare contro la violenza sulle donne.
Da quattro anni portate in scena i Monologhi della vagina, tratto dall’omonimo libro della scrittrice e attivista statunitense. Perché?
«Basta leggere i giornali. C’è ancora troppo bisogno di rispetto verso le donne, ma anche del rispetto delle donne verso sè stesse. Troppe volte la donna rimane incatenata ai tabù, ai pregiudizi e ai cliché che le girano attorno. Bisogna uscire da questa spirale e per prime dobbiamo essere noi a rompere la catena che ci lega».
I monologhi sono voci di donne. Tanti e diversi. Ma ce n’è uno che, in questi anni, ha colpito più degli altri?
«In base ai riscontri che ci sono arrivati dagli spettatori, possiamo dire che ogni monologo ha qualcosa di speciale. Noi siamo molto affezionate a “L’inondazione”, “Perché gli piaceva guardarla” e “Peli”. Parlano di differenti aspetti della femminilità e della sessualità delle donne. Sono sempre attuali: divertono, emozionano e al tempo stesso fanno riflettere».
Quando avete iniziato a portare a teatro i Monologhi della vagina avete fatto scalpore. Perché quella parola, vagina, era una sorta di tabù. E oggi?
«Basta fare un esperimento: per parlare (anche tra amiche) di qualcosa che ha a che fare con quella parte anatomica, anziché usare i più sdoganati termini “passera”, “topa”, “fica” provate a dire “vagina” e poi vedete la reazione delle persone. Sembra che sia vergognoso dirlo, ancora oggi. Ecco, ora pensate all’effetto che fa a teatro. Eppure a qualcosa serve: gli uomini che vengono a vederci, inizialmente “costretti” dalle loro compagne, al termine dello spettacolo ci ringraziano e si complimentano. Perché grazie ai monologhi si fermano a riflettere e capiscono qualcosa in più».
Ogni anno lo stesso copione, o ci sono novità?
«Tante novità. Quest’anno abbiamo affidato la regia a due donne, Monica Franzoni e Sabrina Iotti. Con loro lo spettacolo è cambiato molto, abbiamo anche inserito monologhi scritti da noi toccando argomenti d’attualità e particolarmente sentiti: parliamo di dipendenze, luoghi comuni, difficoltà nell’ambiente lavorativo, sacrifici chiesti alle donne anche dallo Stato. Quest’anno, inoltre, daremo voce anche agli uomini. Ma non vogliamo svelare nulla, venite a vedere lo spettacolo...».
Quando e dove?
«Anche quest’anno porteremo lo spettacolo in tre posti differenti della nostra provincia. Il debutto è domani alle 21 al Teatro Herberia di Rubiera. Domenica 26 marzo saremo al Circolo La Latteria, a San Michele di Bagnolo. Il 6 aprile ore 21 saremo al Circolo Kaleidos di Poviglio».
E il ricavato andrà a Nondasola Onlus...
«Collaboriamo da sempre con l’associazione Nondasola di Reggio Emilia, che fa un lavoro meraviglioso accogliendo e sostenendo tante donne vittime di violenza. Un sostegno che scommette sulla relazione tra donne per affermare spazi di libertà e soggettività. Il movimento Vday divulga la non violenza sulle donne, raccogliendo fondi per associazioni o centri antiviolenza della propria città. Noi abbiamo scelto Nondasola».
Info: lemafalde@gmail.com. Biglietti: www.pzeta.it/prenotazioni oppure 339-4463693.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google