Gazzetta di Reggio

Viaggio nell’era del rame con le installazioni di Kintera 

Viaggio nell’era del rame con le installazioni di Kintera 

L’artista a Reggio in occasione dei dieci anni della Collezione Maramotti La mostra in via Fratelli Cervi, in piazza della Vittoria arriverà un jukebox

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REGGIO EMILIA. La lunga festa per i dieci anni della Collezione Maramotti – una delle maggiori raccolte d’arte contemporanea in Italia, nata negli anni Sessanta dalla passione di Achille Maramotti – inizia domani nel segno di Krištof Kintera.
Fino al 31 luglio alla Collezione Maramotti, in via Fratelli Cervi 66, sarà visitabile “Postnaturalia”: una complessa installazione scultorea realizzata da Kintera con la collaborazione di Richard Wiesner e Rastislav Juhás. Il titolo è esplicativo: lo scenario in cui si inscrive la nostra esperienza quotidiana come singoli e come collettività non è più quello del mondo naturale. Nella cosiddetta “età del rame”, basata sulla trasmissione di energia e informazioni, la natura è paragonata da Kintera a un enorme sistema nervoso; anche per questa ragione il suo progetto si innesta in diversi spazi della Collezione come in un organismo vivente.
La natura viene ricreata e rigenerata nello spazio denominato “Laboratorio dell’artista”. Immagini, fotografie, appunti e disegni alle pareti, materiali di scarto, elettrici ed elettronici, alambicchi, lampade, sostanze chimiche sono tutti strumenti del mestiere che divengono per l’artista elementi generativi di una nuova bellezza naturale. Nello spazio sono presenti anche alcuni video che riportano suoni e processi di lavoro reali di Kintera nel suo studio a Praga.
Prendendo a modello l’attitudine antica dello scienziato e i suoi prototipi (modellini ed erbari conservati in teche nel laboratorio) nuovi tipi di piante vengono coltivate, classificate e seminate in un ampio sistema nervoso para-vegetale che trova spazio in una seconda sala della Collezione. Il Systemus Postnaturalis presenta un tappeto sintetico di piante che cresce tra un’intricata rete radicolare di rame. Anche la luce, che ne favorisce la crescita, viene pilotata artificialmente nello spazio. Nell’ingresso principale, fra l’atelier e il bosco sintetico, si innalza un’imponente scultura di oltre tre metri, Electrons Seeking Spirit. L’opera, realizzata con cablature di fili che ne costituiscono lo scheletro portante, termina con una testa animale.
A questa proliferazione di suggestioni, si sommano opere disseminate in altri luoghi della città di Reggio. Domani alle 16 sarà installato in piazza della Vittoria “Public Jukebox”, un’installazione sonora che sarà attiva fino al 30 aprile. Grazie all’aspetto fortemente evocativo e socializzante della musica, si generano interessanti e inaspettate associazioni di persone e nuovi tipi di relazione.
Altre sculture di Kintera saranno ospitate nella sezione naturalistica dei Musei Civici (inaugurazione domani alle 17). Accompagna inoltre la mostra un libro d’artista, strettamente connesso al progetto, composto da due sezioni: Herbarium e Cuprum Factum.
Info: www.collezionemaramotti.org.

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