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Ecco i sette giovani artisti presenti a Fotografia Europea

Ecco i sette giovani artisti presenti a Fotografia Europea

REGGIO EMILIA. Le candidature, provenienti da tutta Italia, sono state 145. Ma sono solo sette gli artisti under 35 che potranno esporre i propri scatti durante Fotografia Europea 2017, dedicata al...

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REGGIO EMILIA. Le candidature, provenienti da tutta Italia, sono state 145. Ma sono solo sette gli artisti under 35 che potranno esporre i propri scatti durante Fotografia Europea 2017, dedicata al tema “Mappe del tempo. Memoria, archivi, futuro” (e che si svolgerà dal 5 maggio al 9 luglio) .
La “call” di Giovane Fotografia Italiana, promossa dal comune di Reggio Emilia e dall’associazione Gai (Giovani artisti italiani) si è chiusa con una forte partecipazione di giovani fotografi emergenti. In questi giorni la giuria internazionale, composta da Daniele De Luigi, Carine Dolek e Michael Weir ha scelto e decretato i sette progetti vincitori.
“Loop”, che in inglese significa circuito, è il tema attorno al quale ruota la quinta edizione di Giovane Fotografia italiana. I progetti selezionati ne analizzano diverse sfaccettature: in L’ordine delle cose, Giorgio De Vecchi (Belluno, 1986) propone una sequenza di immagini che portano a comprendere il peso e l’importanza dell’archiviazione e del suo utilizzo. Invece Maria Paolini (Cesena, 1987), con il progetto In secondo luogo affronta metaforicamente il tema dell’archiviazione, proponendo narrazioni di vite interrotte. Francesco Levy (Livorno, 1990) si presenta a Giovane Fotografia Italiana con il progetto Azimuth of Celestial Bodies e, come in un viaggio, racconta le storie e le persone che hanno formato il suo nucleo familiare. Paolo Ciregia (Massa Carrara, 1987) con il suo progetto Exeresi ha rielaborato il linguaggio tipico della propaganda bellica, intervenendo su foto di giornali propagandistici indistintamente nazisti, fascisti e comunisti, stravolgendone il messaggio artefatto oppure facendo semplicemente emergere la crudezza di elementi già presenti; Alba Zari (Trieste, 1987), nata a Bankok, si racconta personalmente nel suo progetto The Y, offrendo le prove delle sue ricerche volte alla scoperta della vera identità di suo padre.
Essenziale e minimalista è invece il progetto Os Argonautas di Marco Maria Zanin (Padova, 1983) che con le sue foto desidera ricomporre i resti della memoria che lega San Paolo del Brasile e Italia. I protagonisti di questa indagine sono quegli “ultimi”, contadini e artigiani, che, come unica alternativa alla miseria, hanno dovuto lasciare le loro terre. Ultimo – ma non per importanza – è il progetto La pregunta de sus ojos di Claudia Petraroli (Teramo, 1987) che nasce dalla credenza relativa all’apparizione di Nostra Signora di Guadalupe (Messico, 1531).

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