Primavera del Fai, in migliaia alla scoperta della Reggia e Villa d’Este
Reggio Emilia: tantissimi i reggiani che hanno visitato le dimore estensi. A fare da “Ciceroni” gli studenti dei licei della città
REGGIO EMILIA. «Si sostiene sempre che Reggio non ha niente di storico, invece qualcosa c’è”, dice la mamma rivolta alle due ragazzine uscendo dalla Reggia di Rivalta, mentre il marito al suo fianco, in silenzio, annuisce.
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Forse è proprio grazie a questa capacità che ha il Fai di riaprire luoghi chiusi da decenni come Villa d’Este o far riscoprire luoghi più conosciuti come la Reggia di Rivalta, che le Giornate di Primavera hanno sempre un grande successo. Un appuntamento che si ripete anche domenica 26 marzo (visite a Villa d'Este dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; visite alla Reggia: dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30) e che consentirà di fare un balzo nel ’700 reggiano.
Il tour alla Reggia di Rivalta
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«Perché solo in Italia è possibile uscire di casa e trovarsi immersi nel passato», ci dice la professoressa Lorenza Ferrarini mentre a Villa d’Este sta aiutando la silenziosa, filiforme, quasi eterea Sara Tataranno (che frequenta la II A dell’istituto Chierici) a indossare gli abiti rivisitati dell’epoca per interpretare la figura di una “damina” che si aggira accompagnata dalla musica tra i visitatori. Un altro modo per rendere ancora più vive le visite in due luoghi davanti ai quali, spesso, passiamo senza soffermarci a riflettere su quanto ci possano raccontare e che grazie ai ciceroni volontari provenienti da quattro istituti superiori reggiani (Ariosto- Spallanzani, Moro e Chierici) hanno già riconquistato moltissimi reggiani.
Il tour a Villa d'Este
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Di certo i visitatori dovranno armarsi di un po’ di pazienza: ieri le prime code si sono formate intorno alle 9, e in qualche caso le visite guidate sono state sospese per qualche decina di minuti per dare il tempo a chi era all’interno di far spazio al nuovo gruppo in arrivo.
Le giovani – e brave – guide devono raccontare non solo quello che si vede, ma soprattutto quello che non c’è più. Alla Reggia di Rivalta, ad esempio, è possibile visitare solo la parte interrata e il giardino segreto, dove nel frattempo l’associazione Insieme per Rivalta ha ricreato, sulla base di documenti storici, l’orto di Carlotta, recuperando anche piante e frutti quasi scomparsi.
Per fortuna è stato realizzato un plastico che riesce a rendere la magnificenza della dimora estense e dei giardini, ispirati a Versailles e che si estendevano su un’area di 100 biolche reggiane. Anche a Villa d’Este, se si eccettuano gli affreschi, all’interno non è rimasto tantissimo. Ma appena saliti i gradini che portano all’ingresso già si respira un’aria d’antan, che ha resistito nonostante la destinazione d’uso dell’immobile negli anni sia stata la più disparata.
Per il capo delegazione reggiano del Fai Carlo Baja Guarienti la manifestazione sta ottenendo un grande riscontro, così come è stato un successo la cena ufficiale di venerdì sera offerta dalla famiglia Ferrarini a Villa Rivaltella che ha consentito di raccogliere seimila euro che serviranno per le future iniziative del Fondo Ambiente Italiano.
TUTTINBICI. Per domenica 26 marzo è in programma Tuttinbici. Il ritrovo è alle 9 in piazza Prampolini a Reggio. Alle 10 si arriverà alla Reggia di Rivalta, con breve sosta e visita. Alle 11.30 arrivo a Villa d’Este e visita. Alle 12.30 pausa pranzo al sacco con la possibilità di mangiare alla Vasca di Corbelli. Alle 14.30 partenza per Albinea, dove si potrà mangiare un gelato, e rientro a Reggio per le 17. Per info e iscrizioni: 338-8232214 o su www.giornatefai.it.
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