Canti medievali alla Cavallerizza
di Giulia Bassi
L’Ensemble Micrologus farà rivivere il duecentesco “El Llibre Vermell de Montserrat”
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REGGIO EMILIA. Dopo le significative performance del pianista Emanuele Ferrari, riprendono gli appuntamenti musicali del sabato al teatro Cavallerizza dove alle 18 è di scena l’Ensemble Micrologus che proporrà “El Llibre Vermell de Montserrat. Canti di pellegrinaggio alla montagna sacra”, un concerto con musiche nei diversi stili: l’inno gregoriano, il canone, il rondello, il mottetto, la ballata e l’unica danza macabra conservatasi.
Al centro della serata il Llibre Vermell, libro vermiglio, così chiamato per il colore del suo foglio di guardia, che contiene dieci brani, di stile molto diverso, ad uso dei pellegrini che si recavano in adorazione della Vergine Nera del Monastero di Monserrat in Catalogna. Tale repertorio era probabilmente cantato dall’assemblea dei pellegrini che rispondeva ai solisti (cantori e strumentisti) del monastero.
Quello di domani costituisce il primo di due concerti (il secondo sarà il 29 aprile) con questo gruppo, che tra i primi ha riscoperto la musica medievale e che raccoglie canti tolti da diversi repertori risalenti al Duecento. Il programma unisce estratti dalle Cantigas di Santa Maria, codice duecentesco voluto dal Re Alfonso X di Castiglia con canti religiosi popolari; alcune Cantigas de Amigo in galiziano-portoghese; alcuni poemi arabo-andalusi d’amore e di mare, cantati sulle melodie delle “Cantigas de Santa Maria”, com’era prassi nella Spagna duecentesca. L’Ensemble Mircologus è composto da Patrizia Bovi (canto e arpa), Goffredo Degli Esposti (flauto e tamburo, flauto traverso), Gabriele Russo (viella, ribeca) Simone Sorini (canto e liuto) Enea Sorini (canto e campane) e Peppe Frana (liuto, guinterna).
Al centro della serata il Llibre Vermell, libro vermiglio, così chiamato per il colore del suo foglio di guardia, che contiene dieci brani, di stile molto diverso, ad uso dei pellegrini che si recavano in adorazione della Vergine Nera del Monastero di Monserrat in Catalogna. Tale repertorio era probabilmente cantato dall’assemblea dei pellegrini che rispondeva ai solisti (cantori e strumentisti) del monastero.
Quello di domani costituisce il primo di due concerti (il secondo sarà il 29 aprile) con questo gruppo, che tra i primi ha riscoperto la musica medievale e che raccoglie canti tolti da diversi repertori risalenti al Duecento. Il programma unisce estratti dalle Cantigas di Santa Maria, codice duecentesco voluto dal Re Alfonso X di Castiglia con canti religiosi popolari; alcune Cantigas de Amigo in galiziano-portoghese; alcuni poemi arabo-andalusi d’amore e di mare, cantati sulle melodie delle “Cantigas de Santa Maria”, com’era prassi nella Spagna duecentesca. L’Ensemble Mircologus è composto da Patrizia Bovi (canto e arpa), Goffredo Degli Esposti (flauto e tamburo, flauto traverso), Gabriele Russo (viella, ribeca) Simone Sorini (canto e liuto) Enea Sorini (canto e campane) e Peppe Frana (liuto, guinterna).
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