Il mistero di Correggio, il nome deriverebbe dalla confluenza di due fiumi
Si è sempre pensato che il toponimo significasse “Cum Regio” o discendesse dal latino “corrigium”, ovvero cintura. Ma l’ipotesi più probabile è quella di Riccardo Finzi, che fa discendere Correggio da “corrivium”, unione di due ruscelli
CORREGGIO. Da cosa deriva il nome della località in cui siamo nati o viviamo? Chi si pone questa domanda, per semplice curiosità o per interesse culturale, in molti casi stenta a trovare una risposta univoca e convincente anche consultando gli studiosi più accreditati.
Un caso tipico è quello di Correggio. Dal 1928 lo stemma del comune è una cintura dorata, chiusa a cerchio con tanto di fibbia, che circonda un sole dello stesso colore su uno sfondo azzurro. È un emblema derivato dallo “stemma parlante” dei principi Da Correggio, che per assonanza ne facevano discendere il nome dal latino corrigia o corrigium, che significa cintura.
Nel Settecento, però, Ludovico Antonio Muratori osservò che con il termine corrigium, nel senso traslato di “cordolo di terra”, si indicava nella pianura padana un luogo cinto dalle acque e sollevato sopra di esse.
Riccardo Finzi, bibliotecario e ordinatore dell’Archivio di memorie patrie correggese, avallò nel 1931 tale interpretazione. Non prese neppure in considerazione, invece, l’improbabile tesi che Correggio derivasse da cum Regio. Infatti quella correggese era una signoria indipendente da Reggio e certamente non avevano a che fare con Reggio le altre località padane che hanno lo stesso nome.
È plausibile, quindi, un’etimologia che faccia riferimento a una caratteristica del luogo tipica dell’ambiente padano, in quanto il toponimo Correggio si trova anche nelle province di Mantova (Correggioverde, frazione di Dosolo, e Correggio Micheli, frazione di Bagnolo San Vito), Rovigo (Correggio, frazione di Castelmassa) e Ferrara (Correggio è una frazione della città).
Rimane però da chiarire il senso esatto di corrigium, che letteralmente significa “correggiolo” di cuoio per scarpe, staffile o cintura per abiti. Sembra molto improbabile che il volgo ne facesse un uso traslato e metaforico.
Se, come Finzi aveva inteso, Correggio è un toponimo che fa riferimento a un dato della geografia fisica, si deve ammettere una modificazione fonetica del termine originario. In tale ottica si può sensatamente ipotizzare che corrigium derivi da corrivium, che significa “confluenza di due o più ruscelli”.
Sappiamo che l’idrografia della pianura padana è mutata spesso, nel corso dei secoli, quando non era ancora stato realizzato il poderoso sistema di argini che la incanala.
Si può lecitamente supporre, perciò, che le località padane denominate Correggio prendessero il nome dal punto in cui due corsi d’acqua si univano. Sicuramente all’epoca della colonizzazione romana il centro della futura signoria correggese era uno dei tanti lembi di una pianura coperta da campi, boscaglie e paludi.
Forse chi lo voleva localizzare e raggiungere non aveva altro segno, per riconoscerlo, che il fatto di trovarsi all’incrocio fra due “rivi”. Perciò è verosimile che lo chiamasse “corrivium”.
L’etimologia di Correggio aiuta a comprendere quella di Reggiolo, un toponimo che ha un’evidente assonanza. Se Correggio proviene da corrivium, se ne può arguire che Reggiolo derivi da riviolus, piccolo ruscello.
Nel latino classico il diminutivo di rivus è rivulus. Tuttavia il latino popolare doveva ammettere riviolus, dal momento che concordemente vi si riconosce l’origine del toponimo Riolo Terme, in provincia di Ravenna.
Eppure gli studiosi, finora, hanno seguito piste diverse senza trovare un accordo. Per Reggiolo si è chiamato in causa il nome dialettale Raszöl per accostarlo a rasza (rovo), nella convinzione che questa fosse anticamente una landa sperduta ricoperta di rovi.
Ma quello non era un elemento paesaggistico della paludosa pianura d’una volta. Era invece ed è una vegetazione caratteristica dell’Appennino. Non a caso troviamo nel comune di Villa Minozzo la frazione Razzolo, resa celebre dallo sciatore Giuliano Razzoli.
Reggiolo e Correggio, invece, si situano in un ambiente umido, nel quale gli idronimi sono frequenti, tant’è che nella pianura reggiana se ne trovano a poca distanza altri due, San Martino in Rio e Rio Saliceto.
Non merita di essere presa in considerazione, infine, la lettura di Regiolum nel senso di “piccola Reggio”, sulla base del sostegno che questo castello della bassa quasi mantovana avrebbe ricevuto nel Medioevo dai reggiani.
Altrettanto impensabile, l’ipotesi che fa derivare Razolo dal latino radius (che significa raggio) in virtù di una presunta distribuzione a raggera dell’abitato.
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