L’Osteria di Scandiano fa un tuffo nel ’400
di Adriano Arati
I fratelli Medici lasciano la Rocca dei Boiardo per la palazzina Ferretti «Seguiamo il consiglio di Oscar Farinetti e pensiamo in grande»
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SCANDIANO. Sempre più ambiziosi, sempre più guidati dalla voglia di crescere e di valorizzare la cucina tradizionale emiliana.
Dai primi giorni di marzo uno dei più conosciuti locali reggiani, l’Osteria Scandiano fresca vincitrice di una puntata di “4 Ristoranti”, ha cambiato per la prima volta sede. Dall’ombra della Rocca dei Boiardo si è spostata di un paio di chilometri nella bellissima palazzina Ferretti, uno dei principali complessi privati della cittadina del Boiardo, costruita nel XV secolo dai Crivelli e a lungo luogo delle vacanze estive dello scienziato Lazzaro Spallanzani.
Non sono cambiate invece né la gestione, sempre affidata alla famiglia Medici, né la proposta, cucina tradizionale emiliana di alto livello. I due fondatori, Contrano e Nadia, sono andati in pensione passando alla mano ai figli Andrea e Simone, che circa un anno fa hanno iniziato a valutare la proposta avanzata dalla famiglia Ferretti. «Li voglio ringraziare perché ci hanno dato una grande opportunità, e noi abbiamo deciso di provarci, di accettare la nuova sfida», racconta Andrea Medici.
«Negli spazi della Rocca avevamo raggiunto il nostro limite, non saremmo potuti crescere più di così, non avremmo avuto più sbocchi. Nella palazzina, invece, possiamo organizzare tanti eventi e tante iniziative, ci sono gli spazi adeguati», continua. La palazzina quattrocentesca permette di mettere a sedere un’ottantina di clienti alla carta, e la capienza può superare abbondantemente il centinaio per eventi programmati. Uno spazio davvero notevole: «Abbiamo coronato un sogno, questa è una delle location più esclusive della provincia. Qui possiamo sbizzarrirci, organizzare eventi, inventarci iniziative e crescere ancora».
La continuità rispetto al passato è rappresentata dal cibo, e dalla voglia di valorizzare la tradizionale culinaria locale.
«La cucina – assicura Andrea Medici – è sempre la nostra, continuiamo a fare quello che sappiamo fare, con un obiettivo più grande e ambizioso: vogliamo far crescere a livello culturale il cibo di Reggio Emilia. Adesso dobbiamo prendere il ritmo col ristorante, poi in futuro ci saranno tante collaborazioni. Collaborazioni con delle eccellenze reggiane, che sia una gelateria, una cantina o un produttore».
La lezione è arrivata da un maestro del settore, il fondatore di Eatitaly Oscar Farinetti, con cui Medici ha collaborato a lungo, anche in occasione di Expo 2015 a Milano. «Farinetti – racconta Andrea – ha le idee chiare e ci ha sempre raccomandato una cosa: non dovete solo fare prodotti buoni, ma dovete farli conoscere. Se nessuno li conosce, non si può crescere né andare avanti».
Voglia di allargarsi ma sempre su basi solide, comunque. «Partiamo dal tradizionale reggiano fatto bene, con prodotti selezionati. Poi cerchiamo sempre qualche novità, qualche sperimentazione, legata principalmente alle stagioni e alla valorizzazione dei prodotti della zona, anche quelli che magari si conoscono meno. Per me questa è una sfida importante – conclude Andrea Medici – da un lato puoi giostrarti fra più clientele, quella tradizionale e quella più curiosa. E dall’altro mi metto alla prova, cerco di migliorare e di crescere non fermandomi sempre e comunque ai soliti piatti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dai primi giorni di marzo uno dei più conosciuti locali reggiani, l’Osteria Scandiano fresca vincitrice di una puntata di “4 Ristoranti”, ha cambiato per la prima volta sede. Dall’ombra della Rocca dei Boiardo si è spostata di un paio di chilometri nella bellissima palazzina Ferretti, uno dei principali complessi privati della cittadina del Boiardo, costruita nel XV secolo dai Crivelli e a lungo luogo delle vacanze estive dello scienziato Lazzaro Spallanzani.
Non sono cambiate invece né la gestione, sempre affidata alla famiglia Medici, né la proposta, cucina tradizionale emiliana di alto livello. I due fondatori, Contrano e Nadia, sono andati in pensione passando alla mano ai figli Andrea e Simone, che circa un anno fa hanno iniziato a valutare la proposta avanzata dalla famiglia Ferretti. «Li voglio ringraziare perché ci hanno dato una grande opportunità, e noi abbiamo deciso di provarci, di accettare la nuova sfida», racconta Andrea Medici.
«Negli spazi della Rocca avevamo raggiunto il nostro limite, non saremmo potuti crescere più di così, non avremmo avuto più sbocchi. Nella palazzina, invece, possiamo organizzare tanti eventi e tante iniziative, ci sono gli spazi adeguati», continua. La palazzina quattrocentesca permette di mettere a sedere un’ottantina di clienti alla carta, e la capienza può superare abbondantemente il centinaio per eventi programmati. Uno spazio davvero notevole: «Abbiamo coronato un sogno, questa è una delle location più esclusive della provincia. Qui possiamo sbizzarrirci, organizzare eventi, inventarci iniziative e crescere ancora».
La continuità rispetto al passato è rappresentata dal cibo, e dalla voglia di valorizzare la tradizionale culinaria locale.
«La cucina – assicura Andrea Medici – è sempre la nostra, continuiamo a fare quello che sappiamo fare, con un obiettivo più grande e ambizioso: vogliamo far crescere a livello culturale il cibo di Reggio Emilia. Adesso dobbiamo prendere il ritmo col ristorante, poi in futuro ci saranno tante collaborazioni. Collaborazioni con delle eccellenze reggiane, che sia una gelateria, una cantina o un produttore».
La lezione è arrivata da un maestro del settore, il fondatore di Eatitaly Oscar Farinetti, con cui Medici ha collaborato a lungo, anche in occasione di Expo 2015 a Milano. «Farinetti – racconta Andrea – ha le idee chiare e ci ha sempre raccomandato una cosa: non dovete solo fare prodotti buoni, ma dovete farli conoscere. Se nessuno li conosce, non si può crescere né andare avanti».
Voglia di allargarsi ma sempre su basi solide, comunque. «Partiamo dal tradizionale reggiano fatto bene, con prodotti selezionati. Poi cerchiamo sempre qualche novità, qualche sperimentazione, legata principalmente alle stagioni e alla valorizzazione dei prodotti della zona, anche quelli che magari si conoscono meno. Per me questa è una sfida importante – conclude Andrea Medici – da un lato puoi giostrarti fra più clientele, quella tradizionale e quella più curiosa. E dall’altro mi metto alla prova, cerco di migliorare e di crescere non fermandomi sempre e comunque ai soliti piatti».
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