Dante Cigarini conquista La7 con il suo robot parlante
di Francesca Manini
Il ventriloquo ha fatto incetta di complimenti a “Eccezionale Veramente” «Ma non parteciperò più a un talent, l’ambiente mi ha deluso molto»
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REGGIO EMILIA. «Non ho mai visto nulla del genere», «È l’avanguardia del ventriloquismo», «Per me il voto più alto della serata: dieci».
Ha saputo stregare la giuria di Eccezionale Veramente, il talent di La7, la performance del ventriloquo reggiano Dante Cigarini che ha inscenato un divertente duetto con un robot che ha ottenuto i favori di Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti, Ezio Iacchetti, Selvaggia Lucarelli e Paolo Ruffini.
«Sono io che lo faccio parlare e nonostante questo ha la capacità di sorprendermi», ha detto in apertura di show dando il via a una serie di battute a tutte risate. Dopo trent’anni di spettacoli per grandi e piccini tra burattini e ventriloquismo, l’artista reggiano ha ancora voglia di mettersi in gioco. «È la seconda volta che partecipo a un talent dopo Italia’s Got Talent nel 2011 – racconta – e devo ammettere che è una bella vetrina per noi artisti. Il pubblico e la giuria si sono divertiti e me ne rallegro ma la sensazione che mi è rimasta non è positiva».
Aspettative deluse?
«No, alla mia età non ho aspettative e non si partecipa certo per vincere, è l’ambiente che mi ha deluso».
Cioè?
«Fanno spettacolo a costo zero con i talenti degli altri, lo sai e lo accetti, ma ci sono tanti giovani che puntano tutto su quel sogno e si disperano una volta finito. Finché sei in gara lo staff ti sostiene come un divo ma una volta eliminato non sei più nessuno, è molto pericoloso e qualcuno ne fa una malattia. Penso proprio che sia stata la mia ultima volta a un talent».
Ma non l’ultima insieme al suo fidato amico robot...
«È un esperimento divertente che può avere sviluppi interessanti sui più giovani. Chi lo ha costruito lo fa muovere mentre a dargli la voce e a fargli aprire la bocca al momento giusto con un pulsante sono io. Ammetto di essere più affezionato a burattini e pupazzi, ma anche il robot è una bella sfida».
Altre avventura in programma?
«Dal 13 al 21 maggio sarò a Gardaland per la settimana del Magic Circus come burattinaio e cantastorie, poi continuerò a curare i diversi workshop che ho avviato soprattutto nell’area di Napoli: lì l’amministrazione comunale sta aprendo diversi spazi pubblici dismessi a giovani e associazioni attive nel sociale e c’è un vivo interesse per gli artisti di strada e per il ventriloquismo. Insegnare per me è una delle più grandi soddisfazioni».
Ventriloqui si diventa?
«Sì, tutti possono diventarlo con passione e tante ore di studio. Io ho iniziato trent’anni fa perché incuriosito da un libro, “Come diventare ventriloquo”, e da lì, anche grazie al sostegno del proprietario di un negozio di giocoleria di Vicenza che lo aveva tradotto in italiano, ho deciso di cimentarmi in questa arte. In Italia non siamo in molti, il mio augurio è che il movimento cresca».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ha saputo stregare la giuria di Eccezionale Veramente, il talent di La7, la performance del ventriloquo reggiano Dante Cigarini che ha inscenato un divertente duetto con un robot che ha ottenuto i favori di Diego Abatantuono, Francesco Facchinetti, Ezio Iacchetti, Selvaggia Lucarelli e Paolo Ruffini.
«Sono io che lo faccio parlare e nonostante questo ha la capacità di sorprendermi», ha detto in apertura di show dando il via a una serie di battute a tutte risate. Dopo trent’anni di spettacoli per grandi e piccini tra burattini e ventriloquismo, l’artista reggiano ha ancora voglia di mettersi in gioco. «È la seconda volta che partecipo a un talent dopo Italia’s Got Talent nel 2011 – racconta – e devo ammettere che è una bella vetrina per noi artisti. Il pubblico e la giuria si sono divertiti e me ne rallegro ma la sensazione che mi è rimasta non è positiva».
Aspettative deluse?
«No, alla mia età non ho aspettative e non si partecipa certo per vincere, è l’ambiente che mi ha deluso».
Cioè?
«Fanno spettacolo a costo zero con i talenti degli altri, lo sai e lo accetti, ma ci sono tanti giovani che puntano tutto su quel sogno e si disperano una volta finito. Finché sei in gara lo staff ti sostiene come un divo ma una volta eliminato non sei più nessuno, è molto pericoloso e qualcuno ne fa una malattia. Penso proprio che sia stata la mia ultima volta a un talent».
Ma non l’ultima insieme al suo fidato amico robot...
«È un esperimento divertente che può avere sviluppi interessanti sui più giovani. Chi lo ha costruito lo fa muovere mentre a dargli la voce e a fargli aprire la bocca al momento giusto con un pulsante sono io. Ammetto di essere più affezionato a burattini e pupazzi, ma anche il robot è una bella sfida».
Altre avventura in programma?
«Dal 13 al 21 maggio sarò a Gardaland per la settimana del Magic Circus come burattinaio e cantastorie, poi continuerò a curare i diversi workshop che ho avviato soprattutto nell’area di Napoli: lì l’amministrazione comunale sta aprendo diversi spazi pubblici dismessi a giovani e associazioni attive nel sociale e c’è un vivo interesse per gli artisti di strada e per il ventriloquismo. Insegnare per me è una delle più grandi soddisfazioni».
Ventriloqui si diventa?
«Sì, tutti possono diventarlo con passione e tante ore di studio. Io ho iniziato trent’anni fa perché incuriosito da un libro, “Come diventare ventriloquo”, e da lì, anche grazie al sostegno del proprietario di un negozio di giocoleria di Vicenza che lo aveva tradotto in italiano, ho deciso di cimentarmi in questa arte. In Italia non siamo in molti, il mio augurio è che il movimento cresca».
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