L’ottusa censura dei regimi si batte con l’arma dell’ironia
Sul palcoscenico del Boiardo va in scena “Controcanti” di e con Carlo Lucarelli Storia di tre artisti fra veline del MinCulPop, Pasolini e la tv nazional-popolare
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SCANDIANO. La stagione di prosa del Boiardo ospita stasera alle ore 21 Controcanti - L'opera buffa della censura di e con Carlo Lucarelli. Spettacolo originale che affronta da una visuale inconsueta il nodo della censura. Sotto i riflettori – insieme al prolifico narratore di delitti e intrigh – due eccellenti musicisti come l'eclettico polistrumentista Marco Caronna e il pianista e compositore Alessandro Nidi, per una storia che inizia con tre artisti in fuga, finiti per caso in uno scantinato dove, insieme ad una vecchia radio ed un microfono, si trovano dei reperti di epoca fascista. Si tratta forse di un vecchio rifugio degli oppositori al regime o magari di un'emittente clandestina: le tracce del passato sollecitano la fantasia e la memoria, e fanno riaffiorare episodi significativi, a cominciare dall'origine controversa di una certa canzone, diventata popolare proprio durante il Ventennio. In un gioco di specchi tra la difficile situazione dei tre personaggi – l'ignoto scrittore e i due musicisti “un po' cialtroni” - nel loro nascondiglio provvisorio, in attesa di notizie e aiuti dall'esterno per decidere se fermarsi o proseguire il viaggio, con l'ansia di essere scoperti, e le molteplici facce della repressione, ieri come oggi, la discussione cade inevitabilmente sul tema della censura. Tra gli esempi anche illustri, come il poeta e scrittore Pier Paolo Pasolini, si spazia dall'Italia – in particolare durante il regime, con il famigerato MinCulPop - alla Germania nazista, all'America del Sud ma anche dietro le quinte “dell' innocuo” ma popolarissimo Festival di Sanremo, tra i canti di protesta e le note fiorite nell'inferno dei lager.
L'ironia è chiave di volta dello spettacolo ed è anche l'arma più potente contro l'ottusità dei regimi, uno strumento sottile e acuminato capace di sfuggire grazie a fantasiose metafore e velate allusioni perfino ai rigorosi controlli, e di colpire nel segno mettendo in ridicolo i fasti e la retorica governativa. Carlo Lucarelli e i suoi compagni d'avventura sfogliano così alcune delle pagine meno “memorabili” e più vergognose e imbarazzanti della storia del Novecento, accostandole a momenti luminosi in cui l'arte e in particolare l'alchimia di parole e note di una canzone hanno permesso alle vittime di ribellarsi ai propri carnefici, trasformando un'umiliazione inflitta con sadismo e brutale indifferenza in trionfo dell'umanità.
Informazioni: biglietti 18 euro intero e 16 euro ridotto (hanno diritto alla riduzione le le persone fino ai 29 anni e oltre i 60 anni, gli abbonati alla rassegna del cinema d’essai, i soci Coop e Azzurra)
L'ironia è chiave di volta dello spettacolo ed è anche l'arma più potente contro l'ottusità dei regimi, uno strumento sottile e acuminato capace di sfuggire grazie a fantasiose metafore e velate allusioni perfino ai rigorosi controlli, e di colpire nel segno mettendo in ridicolo i fasti e la retorica governativa. Carlo Lucarelli e i suoi compagni d'avventura sfogliano così alcune delle pagine meno “memorabili” e più vergognose e imbarazzanti della storia del Novecento, accostandole a momenti luminosi in cui l'arte e in particolare l'alchimia di parole e note di una canzone hanno permesso alle vittime di ribellarsi ai propri carnefici, trasformando un'umiliazione inflitta con sadismo e brutale indifferenza in trionfo dell'umanità.
Informazioni: biglietti 18 euro intero e 16 euro ridotto (hanno diritto alla riduzione le le persone fino ai 29 anni e oltre i 60 anni, gli abbonati alla rassegna del cinema d’essai, i soci Coop e Azzurra)
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