Gazzetta di Reggio

Da scavi e lavori in città riemerge la nostra storia 

Da scavi e lavori in città riemerge la nostra storia 

A Palazzo dei Musei allestita una preziosa e suggestiva mostra con reperti archeologici romani e medievali ritrovati negli ultimi anni

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REGGIO EMILIA. Restituirà alla città, ai suoi abitanti e ai visitatori, più di 100 reperti archeologici significativi dell'epoca romana e medievale la mostra Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una città che s’inauga domani alle 18 al Palazzo dei Musei. Si tratta di testimonianze storiche venute alla luce nel corso dei diversi interventi di restauro e riqualificazione di spazi pubblici (piazza della Vittoria ed edifici privati di pregio come Palazzo Busetti, Palazzo del Carbone via Guido Riccio da Fogliano, via Filippo Re).
Curatore scientifico della mostra è l'archeologo Marco Podini, con la collaborazione dell'archeologo Roberto Macellari dei Musei Civici, mentre l’allestimento è dell'architetto Italo Rota. Georgia Cantoni, Francesca Monti, Anna Losi e Giada Pellegrini del Comune di Reggio Emilia hanno a loro volta lavorato alla mostra, che si realizza grazie alle sponsorizzazioni di Max Mara e CarServer e alla sponsorizzazione tecnica di ReggioPark.
«Valorizzando i nostri beni archeologici e offrendo una nuova opportunità di attrattività culturale – ha spiegato il sindaco Luca Vecchi durante la presentazione alla stampa - la mostra è un percorso nel tempo che lega storia e identità della città al presente e a luoghi, quelli in cui i reperti sono stati ritrovati, oggi restituiti a nuova vita e qualità con gli interventi di riqualificazione compiuti negli ultimi anni. E' suggestivo constatare che questi antichi oggetti siano, anche fisicamente, le radici della città contemporanea e dei suoi nuovi significati».
Annalisa Campurso, per la Soprintendenza, ha sottolineato il pregio scientifico delle ricerche svolte a Reggio, mentre il curatore Marco Podini ha spiegato che il titolo della mostra fa riferimento in particolare alle due aree in cui sono avvenuti i principali ritrovamenti degli ultimi anni: piazza della Vittoria, con i reperti della casa romana e Palazzo Busetti, sotto cui è stata trovata una porzione importante della “via obliqua”, il cui tracciato era appunto obliquo rispetto alla maglia geometrica del castrum romano e s’innestava alla via Emilia probabilmente all'altezza dell'attuale piazza del Monte, dirigendosi verso nord-ovest. L'archeologo Roberto Macellari ha ricordato la rilevante validità scientifica degli scavi ed ha ipotizzato, in base ad alcuni ritrovamenti, origini di Reggio Emilia precedenti all'epoca romana (la fondazione della città romana è fatta risalire al 175 avanti Cristo, durante il secondo consolato di Marco Emilio Lepido), paventando una presenza etrusca in questa zona.
Il nucleo centrale della mostra è rappresentato dai resti di una casa romana emersi nel settore sud-orientale dell'odierno parcheggio. Nonostante le consistenti spoliazioni subite dall’edificio ed i numerosi interventi di demolizione e rifunzionalizzazione dell'area nel corso del tempo, si è riusciti a ricomporre buona parte della planimetria della casa romana e a proporne una ricostruzione virtuale coerente con il quadro delle domus note in ambito cisalpino. Il percorso della mostra segue la cronologia stratigrafica: età repubblicana, età imperiale, età tardo-antica e alto-medievale, età medievale e moderna. La mostra si inserisce nell'ambito del progetto “2200 anni lungo la Via Emilia”. (a.v.)
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