Concorso Giovannini il miglior pianista è Giulio De Padova
di Andrea Mastrangelo
Il marchigiano la spunta sull’ungherese Kiss e su Pomelli Brillano le future stelle Arianna e Matilde, 7 e 14 anni
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REGGIO EMILIA. Un giudizio difficile, e severo, quello emesso venerdì sera dalla giuria del concorso pianistico “Giorgio e Aurora Giovannini”, palcoscenico per le promesse del mondo musicale europeo, giovani pianisti che si affacciano alla ribalta. Erano le 22.30 quando i giurati presieduti da Maurizio Moretti hanno comunicato che la vittoria andava a Giulio De Padova, talentuoso solista di Civitanova Marche che si era esibito in un programma tutto russo, dedicato a Scriabin e Rachmaninov.
Non si è trattato di una scelta facile: nell’auditorium dell’istituto Peri giovedì e venerdì si sono confrontate diverse scuole pianistiche e al termine di una doppia selezione alla finale serale sono arrivati in tre: De Padova, l’ungherese Marton Kiss e il padovano Marco Pomelli, che sulla base di una superba prova in semifinale con un Liszt alla grande poteva forse vantare il ruolo di favorito.
Mentre Kiss finiva per essere penalizzato da un programma eccessivamente muscolare e spettacolare, De Padova metteva a segno una prova di grande rigore interpretativo e tecnico, a fronte della quale Pomelli opponeva un ottimo Bartok e uno Chopin in cui invece finiva per cadere. Si arrivava così alla vittoria di De Padova, al secondo posto di Kiss con Pomelli terzo, con un po’ di rimpianto.
I lati più positivi di questa edizione del concorso sono stati da una parte l’alto livello dei partecipanti, capaci oggi di competere a livello internazionale, e dall’altra la rigorosità delle valutazioni che non hanno lasciato spazio a indulgenze, come dimostra il fatto che in ben due categorie “giovanili” il premio non sia stato assegnato. Ad aggiudicarsi i premi di categoria sono state invece due giovanissime future protagoniste della tastiera, entrambe provenienti dalla provincia di Venezia. Arianna Castellani – sette anni appena compiuti, come lei stessa ha tenuto a specificare – da San Donà ha vinto nella categoria dei più piccoli, trasformandosi in una fatina della tastiera nonostante studi il pianoforte solo da un anno; Matilde Castellaro da Quarto d’Altino, quattordicenne, ha regolato la concorrenza fra le sue pari età mostrando una padronanza dello strumento degna di una interprete di grande esperienza. Il maestro Talmelli, presidente della Fondazione Giovannini, le ha premiate con legittimo orgoglio: nella loro futura carriera di soliste Reggio Emilia rappresenterà la tappa di partenza.
Non si è trattato di una scelta facile: nell’auditorium dell’istituto Peri giovedì e venerdì si sono confrontate diverse scuole pianistiche e al termine di una doppia selezione alla finale serale sono arrivati in tre: De Padova, l’ungherese Marton Kiss e il padovano Marco Pomelli, che sulla base di una superba prova in semifinale con un Liszt alla grande poteva forse vantare il ruolo di favorito.
Mentre Kiss finiva per essere penalizzato da un programma eccessivamente muscolare e spettacolare, De Padova metteva a segno una prova di grande rigore interpretativo e tecnico, a fronte della quale Pomelli opponeva un ottimo Bartok e uno Chopin in cui invece finiva per cadere. Si arrivava così alla vittoria di De Padova, al secondo posto di Kiss con Pomelli terzo, con un po’ di rimpianto.
I lati più positivi di questa edizione del concorso sono stati da una parte l’alto livello dei partecipanti, capaci oggi di competere a livello internazionale, e dall’altra la rigorosità delle valutazioni che non hanno lasciato spazio a indulgenze, come dimostra il fatto che in ben due categorie “giovanili” il premio non sia stato assegnato. Ad aggiudicarsi i premi di categoria sono state invece due giovanissime future protagoniste della tastiera, entrambe provenienti dalla provincia di Venezia. Arianna Castellani – sette anni appena compiuti, come lei stessa ha tenuto a specificare – da San Donà ha vinto nella categoria dei più piccoli, trasformandosi in una fatina della tastiera nonostante studi il pianoforte solo da un anno; Matilde Castellaro da Quarto d’Altino, quattordicenne, ha regolato la concorrenza fra le sue pari età mostrando una padronanza dello strumento degna di una interprete di grande esperienza. Il maestro Talmelli, presidente della Fondazione Giovannini, le ha premiate con legittimo orgoglio: nella loro futura carriera di soliste Reggio Emilia rappresenterà la tappa di partenza.
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